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Sviluppo della Maremma: la Provincia di Grosseto assume un ruolo guida

Approvato dal Consiglio provinciale il percorso verso il primo Piano strategico di Area Vasta

di Redazione
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Grosseto. La Provincia di Grosseto sceglie di investire sul futuro della Maremma e dell’Amiata, assumendo un ruolo attivo nella programmazione dello sviluppo territoriale.

Il Consiglio provinciale ha approvato nei giorni scorsi l’atto di indirizzo che avvia il percorso di costruzione del primo Piano strategico di Area Vasta, uno strumento volontario attraverso il quale definire una visione condivisa di lungo periodo, individuare le priorità di sviluppo e trasformarle in progetti concreti, investimenti e nuove opportunità.

Una scelta di particolare valore politico e amministrativo, dal momento che, a differenza delle Città metropolitane, le Province non hanno un obbligo normativo di dotarsi di un Piano strategico.

«Abbiamo deciso di compiere questa scelta perché crediamo che la Provincia debba tornare a essere protagonista dello sviluppo del territorio – spiega il presidente Francesco Limatola –. Non possiamo limitarci ad amministrare le funzioni che ci sono attribuite. Dobbiamo recuperare una capacità di visione e di programmazione, mettendo insieme le energie delle istituzioni, del mondo economico, delle organizzazioni sociali e delle nostre comunità».

Superare la frammentazione e costruire una strategia comune è uno degli obiettivi principali del percorso: «La Maremma e l’Amiata sono territori ricchi di risorse, competenze e opportunità – prosegue  Limatola -, ma anche caratterizzati da fragilità e differenze importanti. Penso alla costa, al capoluogo, alle colline, alle aree rurali e montane, alle difficoltà delle aree interne, alle dinamiche demografiche e alla necessità di garantire servizi e opportunità di lavoro. Non possiamo affrontare queste sfide attraverso interventi isolati. Abbiamo bisogno di individuare poche grandi priorità condivise, capaci di tenere insieme le diverse vocazioni del territorio e orientare le scelte dei prossimi anni».

Il Piano affronterà temi strategici come infrastrutture e mobilità, sviluppo economico, innovazione, lavoro, sostenibilità, servizi, qualità della vita e contrasto allo spopolamento, con l’obiettivo di costruire una prospettiva di crescita equilibrata per l’intera provincia. Un percorso che assume un’importanza ancora maggiore in vista della nuova programmazione europea 2028-2034, che si sta orientando verso una maggiore concentrazione delle risorse, una più forte integrazione degli interventi e una crescente attenzione ai risultati.

«Dobbiamo cambiare approccio – sottolinea Limatola –. Non possiamo aspettare che escano i bandi per decidere cosa vogliamo fare. Dobbiamo passare dalla logica di inseguire i finanziamenti a quella di costruire per tempo strategie e progetti capaci di intercettarli. In una fase in cui le risorse saranno sempre più concentrate e competitive, i territori che non avranno una visione condivisa e una capacità progettuale rischieranno di restare indietro».

In questa prospettiva, un ruolo importante potrà essere svolto anche dall’Ufficio Europa della Provincia, quale strumento di supporto ai Comuni e di raccordo tra le priorità territoriali, le opportunità di finanziamento e la progettazione europea.

Il Piano strategico sarà costruito attraverso un percorso di confronto e partecipazione. È previsto il contributo scientifico dell’Università di Pisa e del Polo universitario grossetano, insieme alla collaborazione di soggetti qualificati nei processi partecipativi.

Nei prossimi mesi saranno coinvolti i Comuni, le imprese, le organizzazioni sindacali, le associazioni, le realtà culturali e i cittadini, per raccogliere idee, competenze e proposte e trasformarle in una strategia condivisa.

«La Provincia vuole rafforzare il proprio ruolo di Casa dei Comuni – spiega Limatola –, non come luogo che decide al posto delle amministrazioni locali, ma come sede in cui le diverse comunità possono confrontarsi, individuare obiettivi comuni e costruire insieme le condizioni per realizzarli. Non si tratta di sommare ventotto progetti comunali, ma di mettere insieme ventotto comunità intorno a un progetto di sviluppo che valorizzi le specificità di ciascuna».

Un’esperienza innovativa nel panorama delle Province italiane, che potrà rappresentare un modello di programmazione territoriale anche per altre realtà.

«Vogliamo recuperare lo spirito dei Patti Territoriali – conclude Limatola –, di quella stagione in cui istituzioni, imprese e comunità seppero lavorare insieme, mobilitando risorse e realizzando progetti che hanno contribuito concretamente allo sviluppo locale. Oggi abbiamo bisogno di ritrovare quella capacità, con strumenti nuovi e uno sguardo rivolto alle grandi trasformazioni economiche e sociali che ci attendono. Il futuro di un territorio non si costruisce inseguendo le opportunità una alla volta, ma decidendo insieme dove vogliamo andare. È questa la responsabilità che la Provincia di Grosseto ha scelto di assumersi, per costruire una Maremma e un’Amiata più forti, coese e capaci di offrire opportunità alle nuove generazioni».

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