Agricoltura

“Cani da protezione: una legge ad hoc”: DifesAttiva protagonista di un webinar

Giovedì 18 novembre, alle 16 in diretta Facebook, una tavola rotonda online sui cani da guardiania e sulla normativa specifica che li dovrà tutelare

“Cani da protezione: una legge ad hoc” sarà il titolo del webinar organizzato da DifesAttiva, dall’associazione “Io non ho paura del lupo” e dalla cooperativa Eliante, che si terrà su Facebook giovedì 18 novembre e avrà come tematica la necessità di un disegno di legge sui cani da protezione per la tutela dei pastori, delle attività antropiche, per la convivenza con il settore turistico e con i grandi predatori.

“Nel dicembre 2020, dopo un mio intervento nella commissione Agricoltura del Senato – spiega Francesca Barzagli, presidente di DifesAttiva – e della presa di coscienza che non esista una normativa sul cane da guardiania, abbiamo avanzato l’esigenza di una legge che tuteli non solo l’animale, ma anche l’allevatore e gli stessi fruitori del territorio. Dopo due mesi di confronti, grazie anche all’aiuto dei nostri tecnici, Luisa Vielmi e Roberto Sobrero, tecnico sul territorio ligure, è stata elaborata una bozza di legge che adesso necessita dell’istituzione di un tavolo tecnico per confrontarsi e renderla operativa quanto prima. Riteniamo fondamentale per tutti gli allevatori, ma anche per i cittadini e gli organismi di controllo, avere un quadro più chiaro di chi sia il cane da protezione, quale sia il ruolo che svolge, quale sia la normativa che lo inquadra e quale comportamento è necessario adottare in sua presenza”.

L’incontro si svolgerà in diretta su Facebook, a partire dalle 16 di giovedì 18 novembre, e si potrà seguire sulla pagina @iononhopauradellupo. Tra i relatori invitati ci saranno anche Francesca Barzagli e Luisa Vielmi, rispettivamente presidente e tecnico di DifesAttiva.

Altri Paesi europei – conclude Barzaglistanno già lavorando a una legge specifica. Serve, dunque, un intervento legislativo che non lasci spazio alle incomprensioni o a decisioni che si potrebbero rivelare controproducenti per il mondo allevatoriale, per il settore turistico e per le altre attività antropiche“.

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