Pubblicato il: 25 Maggio 2019 alle 15:17

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Elezioni europee e amministrative: ecco come si vota

Elezioni europee

Il 26 maggio si svolgono le consultazioni per la scelta di 76 europarlamentari. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23.

Chi vota

Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio comune che avranno compiuto il 18° anno di età entro il 26 maggio 2019. Sono elettori anche i cittadini degli altri Paesi membri dell’Unione europea che, a seguito di formale richiesta, abbiano ottenuto l’iscrizione nell’apposita lista elettorale del comune italiano di residenza.

Presentazione al seggio

L’elettore deve presentarsi di persona al seggio della sezione elettorale nelle cui liste è iscritto. Per poter votare, deve esibire la tessera elettorale, da cui risulta l’iscrizione alla sezione, e uno tra i seguenti documenti di identità:

  • carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione;
  • tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un comando militare;
  • tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.

In caso di smarrimento della tessera elettorale, se ne potrà richiedere il duplicato presso gli uffici comunali che saranno aperti il 25 maggio, dalle 9.00 alle 18.00, e domenica per tutta la durata delle operazioni di voto. Gli elettori sono invitati a verificare fin da ora il possesso del documento, per evitare di concentrare le richieste nel giorno della votazione.

Procedure speciali per alcune categorie di elettori.

Come si vota

Ogni elettore ha diritto ad esprimere il voto tracciando un segno X sul contrassegno della lista prescelta, o nel rettangolo che lo contiene, utilizzando la matita copiativa messa a disposizione al seggio. Se traccia un segno su più contrassegni di lista, il voto è nullo.

Dopo aver votato, l’elettore deve aver cura di piegare la scheda all’interno della cabina elettorale e di restituirla al presidente di seggio.

Le preferenze

L’elettore può anche esprimere fino a un massimo di tre preferenze, esclusivamente per candidati compresi nella lista votata. Nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, l’elettore scrive il nome e il cognome o solo il cognome dei candidati preferiti. In caso di:

  • identità di cognome fra i candidati, l’elettore deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita;
  • candidato con due cognomi, l’elettore può scriverne uno solo, ma qualora vi sia possibilità di confusione tra i candidati, l’elettore deve scrivere entrambi i cognomi.

Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso (ad esempio, nel caso di due preferenze: donna-uomo o viceversa; nel caso di tre preferenze: donna-donna-uomo o viceversa; donna-uomo-donna o viceversa). Se l’elettore esprime più preferenze per candidati tutti dello stesso sesso, vengono annullate le preferenze successive alla prima.

Nelle liste di minoranze linguistiche può essere espressa una sola preferenza.

Le circoscrizioni e le schede elettorali

In occasione delle consultazioni elettorali, l’Italia è stata suddivisa in cinque circoscrizioni. Le schede per il voto avranno colori diversi:

  • grigio, per la circoscrizione elettorale I – Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia);
  • marrone, per la circoscrizione elettorale II – Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna);
  • rosso rubino, per la circoscrizione elettorale III – Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio);
  • arancione, per la circoscrizione elettorale IV – Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria);
  • rosa, per la circoscrizione elettorale V – Italia insulare (Sicilia, Sardegna).

Elezioni amministrative

Domenica 26 maggio scattano le elezioni comunali amministrative in più 3800 Comuni chiamati a rinnovare Consiglio comunale e nuovo sindaco: per capire però dove, quando e soprattutto come si vota occorre fare un utile ripasso specie sui nodi più importanti come il voto nei Comuni sopra i 15mila abitanti e in quelli sotto i 15mila abitanti, ma anche su voto disgiunto e specifiche della scheda elettorale che si troverà alle urne.

In provincia di Grosseto sono 16 i Comuni chiamati al voto: Arcidosso, Capalbio, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Civitella Paganico, Follonica (l’unico Comune maremmano sopra i 15mila abitanti), Isola del Giglio, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada, Santa Fiora, Scarlino, Seggiano e Sorano.

Si vota in un’unica giornata dalle 7 fino alle 23: l’eventuale ballottaggio è previsto per il prossimo 9 giugno, con le stesse modalità di voto del primo turno.

Come si vota alle elezioni amministrative nei Comuni sopra i 15mila abitanti

La legge elettorale delle comunali prevede la divisione in due segmenti fondamentali dei 3mila Comuni al voto: superiori e inferiori ai 15mila abitanti, con differenti modalità e operazioni di voto. In ogni caso è sempre necessario portare al seggio elettorale documento d’identità e tessera elettorale valida: la scheda elettorale qualora ci si trovi in un Comune sopra i 15mila abitanti è azzurro e l’elettore può votare il candidato sindaco ed esprimere fino ad un massimo di due preferenze per i candidati consiglieri comunali. Accanto ad ogni simbolo, in aggiunta, vi saranno due righe bianche sulle quali l’elettore potrà scrivere il nome/i nomi dei consiglieri scelti con la consueta regola della preferenza di genere. Il voto di preferenza, ricordiamolo, non è obbligatorio e si possono esprimere fino a due nomi al massimo, purché ai candidati di genere diverso pena l’annullamento della seconda preferenza.

Si vota per il sindaco facendo un segno sul nome (uno solo) di uno dei candidati, mentre si vota per il Consiglio facendo un segno su uno dei simboli delle liste collegate ai candidati sindaco; si dichiara eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene più del 50% dei voti. Se ciò non avverrà, si dovrà andare al ballottaggio tra i primi due candidati sindaco come da risultato del primo turno. Nei Comuni superiori ai 15mila il voto disgiunto è consentito, ovvero si può votare per una lista diversa da quelle collegate al candidato sindaco prescelto. Se si fa un segno su un simbolo di lista, ma non su un candidato sindaco, il voto viene esteso automaticamente al candidato sindaco collegato a quella lista.

Come si vota nei Comuni sotto i 15mila abitanti

Come si vota ai Comuni sotto i 15mila abitanti è dettato sempre dalla legge elettorale delle elezioni comunali e prevede una modalità diversa e più semplificata: sulla scheda elettorale compare solo il nome del candidato sindaco con il simbolo della lista a cui è associato e il voto al candidato sindaco si trasmette automaticamente alla lista collegata, anche senza barrarla. Per tutti i Comuni sotto i 15mila abitanti non è consentito il voto disgiunto tra sindaco e liste non collegate ad esso. A seconda dei Comuni – con più o meno di 5mila abitanti – sulla scheda vi sono una o due righe bianche per i voti di preferenza al Consiglio comunale: in tutti i Comuni sopra i cinquemila abitanti sarà possibile dare due preferenze, purché a candidati di genere diverso, mentre nei comuni inferiori a cinquemila abitanti si può esprimere una sola preferenza. La lista vincente ottiene due terzi dei seggi, mentre si va al ballottaggio solo in caso di parità tra i due candidati.

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