Diaccia Botrona, Vivarelli Colonna: “Terreni in alienazione da parte dello Stato, sono solo in piccola parte nella riserva”

La disinformazione sulla questione della Diaccia Botrona sta acquistando contorni da allucinazione collettiva: se davvero fosse possibile vendere la riserva naturale vorrebbe dire che viviamo in un regime autoritario assoluto. Chi asserisce questo deve essere o molto ignorante o necessariamente in preda ai fumi dell’alcol“.

Con queste parole Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente della Provincia, torna a spiegare l’avviso di alienazioni di terreni in località il Padule, per i quali, al momento, non sono pervenute offerte. I terreni in questione sono stati trasferiti, per legge, dall’Agenzia del Demanio con il cosiddetto federalismo demaniale: l’area rientra, quindi, nell’ambito del patrimonio per cui già lo Stato, mediante appunto l’Agenzia del Demanio, aveva avviato un percorso per la successiva alienazione.

“I terreni del Demanio messi all’asta da parte della Provincia rientrano solo per una parte residuale all’interno della riserva, dentro la quale esistono già proprietà private. Nonostante questo, prima di procedere alla pubblicazione della procedura ad evidenza pubblica, abbiamo richiesto la verifica di interesse culturale – spiega ancora Vivarelli Colonna; il Ministero per i beni e le attività culturali ha dato atto che gli immobili non sono da sottoporre al procedimento di verifica e pertanto non sussistono obblighi né tutele: i beni sono quindi alienabili“.

Tuttavia, restano fermi i vincoli di carattere idraulico, paesaggistico ambientale sussistenti su tale area a cui resta assoggettato chiunque acquisti detti beni. Essendo un’area vincolata, non è possibile in alcun modo lo sversamento in loco di digestato o qualsiasi altro materiale.

Saremo più chiari: non è possibile costruire su quell’area nessun tipo di manufatto – conclude il presidente. Non stiamo svendendo un’area protetta: stiamo solo assolvendo ad una indicazione che ci ha dato lo Stato: tra l’altro, se le gare dovessero andare deserte per tre volte, le aree ritornerebbero al Demanio che provvederà esso stesso alla vendita. I terreni, molti dei quali sono affittati da tempo, rientrano in area parco e pre-parco e su di essi ci sono vincoli strettissimi. Coloro che continuano a fare polemica evidentemente non hanno letto le carte: li invito, quindi, a venire negli uffici della Provincia dove i nostri tecnici mostreranno loro la bontà e la correttezza della nostra azione”.

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