Pubblicato il: 14 Giugno 2019 alle 10:24

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Deleghe ambientali, Vivarelli Colonna: “La Regione non vuole confrontarsi con la Provincia”

Il presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha preso parte al comitato direttivo Upi Toscana

Il presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha preso parte al comitato direttivo Upi Toscana per discutere gli effetti della incostituzionalità delle leggi della Regione per le deleghe ambientali.

Il pronunciamento della Corte costituzionale, recentemente, infatti, ha dichiarato illegittimo l’articolo 2 della legge con cui la Toscana ha avocato a sé la materia ambientale e gestione dei rifiuti, sottraendole ai territori delle Province, con danni irreversibili all’ambiente ed ai servizi all’imprese ed al cittadino.

Nonostante la gravità della situazione, la Giunta regionale, invece di convocare un incontro con tutte le Province, attiva un tavolo di concertazione con sindacati, categorie economiche e associazioni ambientaliste.

Ci pare bizzarro che Rossi si sia dimenticato di confrontarsi con noi – commenta Vivarelli Colonna -. Firenze deve immediatamente restituire a Grosseto le risorse illegittamente bloccate . È doppiamente bizzarro che la Regione, invece di dare immediato adempimento alla sentenza, si produca nel tentativo di addossare eventuali disservizi alla Provincia. Vogliamo diffidare la Regione da siffatto malevolo e dannoso comportamento, ma siamo già pronti, nel caso in cui persista a non restituire le risorse, a chiedere ai giudici l’ottemperanza della sentenza. È altresi necessario che il Governo intervenga commissariando l’iter di trasferimento delle deleghe e delle risorse necessarie da parte della Regione, prima che si verifichi il caos amministrativo e l’interruzione di servizi fondamentali al cittadino ed alle imprese. Lo Stato deve intervenire affinché le proprie leggi siano rispettate, anche in Toscana“.

La Provincia di Grosseto ha già quantificato le risorse necessarie per ripristinare quelle deleghe che lo Stato ha legittimamente affidato agli Enti territoriali: 300mila euro all’anno, un dirigente, una Po e 4 dipendenti.

“La Corte costituzionale ha riconosciuto la nostra battaglia a difesa della Costituzione e della centralità dell’ambiente – prosegue Vivarelli Colonna: abbiamo sempre combattuto la politica centralista della Regione Toscana che ha di fatto illegittimamente sottratto a Comuni e Province l’organizzazione ed il controllo dei propri territori quando si tratta di rifiuti e siti inquinati. Grazie alla nostra battaglia, i cittadini e le imprese del territorio riavranno nei sindaci e nel presidente della Provincia ascolto e garanzia in materia ambientale e gestione dei rifiuti. Ora però è necessario che la Regione recuperi le risorse e gli strumenti che ha illegittimamente avocato a sé: per questo chiediamo al Governo di nominare immediatamente un commissario ad acta per presidiare questa delicatissima fase. Esiste, infatti, il serio e fondato pericolo che la Regione non predisponga, contestualmente al trasferimento delle competenze, anche il trasferimento immediato delle risorse necessarie alla gestione, causando, di fatto, l’impossibilità di erogare i servizi, con ulteriori gravissimi danni“.

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