Pubblicato il: 25 Novembre 2017 alle 12:11

GrossetoScuola

“Storie di alternanza”: gli studenti del Liceo artistico vincono il primo premio

La rivoluzione verde? Comincia dai fornelli!“.

L’esclamazione di Wanjira Mathai, la figlia della prima africana premio Nobel per la pace, ha ispirato gli studenti della classe 5A Arti Figurative del Liceo artistico “Bianciardi” nell’attività di Alternanza scuola lavoro, in un progetto di sensibilizzazione delle tematiche ambientali attraverso la costruzione di un prototipo di fornello in argilla, a basso costo e a basso impatto ambientale da proporre, come auto costruzione, ad alcune comunità in Mozambico: il fornello a pirogassificazione.

Un progetto importante, dall’alto valore etico e sociale, oltre che tecnico, la cui documentazione multimediale step by step sarà premiata – lunedì 27 novembre – con il riconoscimento più alto dalla Camera di Commercio di Grosseto, per il concorso “Storie di alternanza“, che vuole rendere note le migliori attività di Alternanza scuola lavoro, ed ora concorrerà alla fase nazionale.

Wanjira Mathai ha analizzato l’annoso problema nell’Africa Sub-sahariana, dove la sua popolazione è costretta a usare legna e carbone vegetale sia per cucinare che come fonte di calore: le enormi conseguenze a livello sociale, sanitario e ambientale provocate dalla combustione, perché, secondo dati presentati dalle Nazioni Unite, ogni anno i fumi da cucina uccidono quattro milioni di persone, più di malaria, tubercolosi e Aids messe insieme. Il problema dell’accesso all’energia, delle patologie respiratorie e della deforestazione dovuto ai sistemi tradizionali di cucinare con il fuoco aperto nelle abitazioni potrebbe essere limitato grazie all’utilizzo di questi fornelli  (“woodgas stoves”).

Proprio su questa visione lungimirante dell’uso delle risorse ambientali si è incentrato il progetto e il lavoro dei ragazzi, con la realizzazione del fornello che utilizza pezzetti di residui agricoli e forestali secchi, producendo il 90% in meno delle emissioni di un fuoco aperto e, dopo il suo utilizzo, dalla biomassa utilizzata si ottiene un 20% di biochar, una sorta di carbonella dai molteplici utilizzi che sottrae anidride carbonica dal suo ciclo in atmosfera.

L’importante attività svolta dagli studenti del LiceoaArtistico è stata organizzata grazie alle sinergie di numerosi partner e collaboratori quali Mario Santi, perito agrario e operatore della cooperativa sociale Uscita di Sicurezza, che ha messo a disposizione i risultati di una sua esperienza in ambito di progetti di sviluppo rurale in Mozambico, l’esperto ceramista Claudio Pisapia che, insieme alla docente Annarita Frate, ha dato agli studenti le informazioni di base e li ha seguiti nella realizzazione di un prototipo di fornello.

Per la realizzazione dell’intero percorso sono stati momenti fondamentali lo stage introduttivo presso l’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma e quello conclusivo presso il Parco naturale della Maremma

L’esperienza del Liceo artistico nella costruzione del fornello in argilla potrebbe inserirsi nell’obiettivo della Global Alliance for Clean Cookstoves, organizzazione no profit che opera con il supporto della United Nations Foundation, promuove l’adozione di fornelli con combustibili puliti.

Lanciato nel settembre 2010 dall’ex segretario di Stato americano, Hillary Clinton, The Global Alliance for Clean Cookstoves ha l’ambizioso obiettivo di favorire l’adozione di fornelli e carburanti puliti in 100 milioni di famiglie entro il 2020 nei Paesi in via di sviluppo. Potrebbe addirittura fornire un’occasione per sviluppare progetti di micro-imprenditoria femminile nei Paesi dell’Africa subsahariana, con la creazione di piccoli centri di lavorazione delle biomasse con piccole cippatrici, dove le donne lavorerebbero in collaborazione con ceramisti locali diffondendo l’utilizzo delle “woodgas stoves” e del Biochar.

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