Castiglione della Pescaia

Vetulonia celebra sabato la “Notte europea dei musei”: in mostra la stipe votiva di Pantanacci tra le note jazz di Cocco Cantini

Domani, a partire dalle 18, il museo civico archeologico “Isidoro Falchi” celebrerà la “Notte europea dei musei”.

Per l’occasione, la struttura ospiterà, per la prima volta in Toscana, una selezione dell’eccezionale rinvenimento rappresentato dalla stipe votiva recuperata in località Pantanacci a Lanuvio, in provincia di Roma.

Questa anteprima assoluta è stata resa possibile dalla collaborazione culturale fra le amministrazioni di Castiglione della Pescaia e Lanuvio e dalla partecipazione straordinaria del Nucleo Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, coordinato dal Maggiore Massimo Rossi.

E sarà proprio il membro delle Fiamme gialle ad aprire la manifestazione; seguiranno gli interventi del direttore del museo di Lanuvino, Luca Attenni, e dalla curatrice del museo di Guidonia-Montecelio, Maria Luisa Bruto, che ha gentilmente prestato al museo di Vetulonia un reperto di grande rilievo: la Nereide Marmorea che adornava un sarcofago di età romana.

Lo scorso luglio, l’intervento del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza ha consentito di interrompere uno scavo clandestino e di recuperare, in località Pantanacci, un gran numero di materiale votivo destinato al mercato antiquario internazionale.

Data la situazione di emergenza legata ai ritrovamenti, unitamente all’indubbio interesse archeologico del sito, è stata tempestivamente intrapresa la prima campagna di scavi sotto la direzione scientifica del dottor Luca Attenni, del professor Fausto Zevi e, quale responsabile unico del procedimento, della dottoressa Giuseppina Ghini, funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.

Il sito archeologico in località Pantanacci si colloca nei rigogliosi boschi dell’antico ager lanuvinus, non lontano dal celebre santuario di Giunone Sospita; si identifica come una stipe votiva collocata in un antro naturale, interessato già in antico da interventi antropici.

L’interesse straordinario della scoperta è riposto in primo luogo nel perfetto stato di conservazione e nella forma di questi ex voto in terracotta offerti a divinità italiche preposte alla salvaguardia della salute del corpo: teste intere di uomini e donne, braccia, gambe, toraci, mani, piedi ma, soprattutto, peculiarità di questo deposito votivo di duemila trecento anni fa, sono le rappresentazioni di cavità orali mai rinvenute prima.

A seguire, a partire dalle 22.30, la manifestazione di Vetulonia offrirà un concerto jazz: musicisti d’eccezione prolungheranno le emozioni della notte archeologica sulle note del sassofono di Stefano “Cocco” Cantini, accompagnato da Piero Borri alla batteria, Andrea Vanni al pianoforte, Raffaele Toninelli al contrabbasso e Valentina Toni alla voce.

“Un’occasione unica per Vetulonia – dichiara il direttore scientifico del museo “Isidoro Falchi”, Simona Rafanelli -. Prima che nel museo di Lanuvio, luogo del ritrovamento, si espongono a Vetulonia reperti straordinari che non hanno confronti nel mondo archeologico. Si tratta di uno scavo ancora in corso che è possibile vedere grazie ai gemellaggi culturali del nostro museo. Visto il carattere unico dell’occasione auspico una grande partecipazione del pubblico, favorita anche dall’esibizione di un grande musicista come Stefano ‘Cocco’ Cantini con la sua band”.

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