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Fondazione Cultura, Pizzuti: “Necessaria riflessione su metodi di governo, serve trasparenza”

“La discussione, le polemiche e le decisioni adottate da Fondazione Grosseto Cultura sono viziate da una visione distorta delle modalità di gestione della ‘cosa pubblica’“.

A dichiararlo è Valerio Pizzuti, consigliere comunale Polo liberale e riformista.

“Il problema si potrebbe dire è a monte – spiega Pizzuti -. E’ dalle origini che viene adottata ed oggi confermata una metodologia di affidamento che pecca di trasparenza e si basa, prima e dopo, sulla valutazione personale di un’organizzazione. Gli effetti sono quelli a cui assistiamo nella fase critica odierna in cui si confrontano opinioni e non dati oggettivi o, almeno, si supportano le opinioni e gli orientamenti. Un dibattito viziato. Le società, di qualsiasi forma giuridica, che gestiscono musei e strutture pubbliche non fanno parte del cosiddetto spoil system di un governo politico, non devono essere speculari ad un orientamento. Le società di servizi, tutte, anche quelle socio sanitarie devono rispondere a requisiti tecnici in cui tutte le componenti sono valutate: competenza, esperienza, titoli, costi”.

“Per scegliere gli strumenti di supporto, gli Enti pubblici, ma anche tutte le organizzazioni collegate come Fondazione Cultura, devono utilizzare sistemi di selezione che garantiscano trasparenza nelle procedure ed efficacia. Si chiamano bandi – sottolinea Pizzuti -. Fondazione Cultura ha avuto tutto il tempo, una volta insediata, di scegliere questa strada per dotarsi delle strutture di supporto, non lo ha fatto ed è caduta in un intricato groviglio. Non ci sono giustificazioni che tengano. Sostituire un incarico diretto, seppur sotto soglia, con un altro o con altri incarichi diretti, salvo che si riscontrino gravi deficienze nell’operatività delle aziende fino ad allora operanti, è un errore e pecca, appunto, di trasparenza. Non sappiamo come si evolverà la vicenda. Siamo certi che un Comune, le sue Fondazioni e aziende devono seguire comportamenti chiari. Tutti i membri del Consiglio di Amministrazione e il direttore escono offuscati e resteranno avvolti in questa nebbia procedurale e non è un bene per una Fondazione che ha nella sua missione ‘la promozione di iniziative volte alla valorizzazione, al coordinamento e alla strutturazione del panorama culturale locale'”.

“Il sindaco, la Giunta, ma anche tutto il Consiglio comunale dovrebbe preoccuparsi di questo, non dell’episodio in sé. Il Consiglio di Amministrazione ha assunto comportamenti inadeguati che danneggiano l’immagine della città e di tutto questo dovrebbero rispondere più che della distribuzione degli incarichi. Il nodo sta nel metodo adottato, nel vizio di origine che è stato reiterato e, se possibile, confermato – termina Pizzuti -.  Il Polo riformista e liberale chiede che il Comune avvii una riflessione su Fondazione e garantisca il governo della stessa con atti di rilevanza pubblica che offrano pari opportunità a tutte le aziende che hanno titoli di partecipare alla gestione delle Clarisse e dei musei come di qualsiasi altra struttura. Anche così Fondazione tornerà a recuperare autorevolezza e rispetto dalla cittadinanza”.

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