Pubblicato il: 21 Maggio 2019 alle 14:58

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Madonnino, Brogi e Lolini: “Ecco come è possibile far ripartire l’area agroindustriale”

L’area agroindustriale del Madonnino può essere recuperata solo con un accordo sovraterritoriale che coinvolga i Comuni di Roccastrada e di Grosseto, ma anche la Provincia, la Regione e il Governo”.

Così il candidato sindaco di Roccastrada della lista “Un Futuro per Tutti” Ulderico Brogi e l’onorevole Mario Lolini, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, parlano di quella che, da venti anni, è una grande incompiuta.

Quest’area – spiega Brogifu voluta dalla giunta Marras e fu approvata con Francesco Limatola che, in quella consiliatura, subentrò in giunta. Da quel momento in poi, oltre ad un enorme spreco di denaro pubblico e con un mutuo da pagare ancora per oltre venti anni, nessuna amministrazione ha trovato il bandolo della matassa. Dopo le proposte di cinque anni fa Limatola interviene nuovamente, anche attraverso il regolamento urbanistico“.

Perché – domanda Brogichi non è stato interessato al Madonnino finora, dovrebbe farlo tra qualche mese?”.

La possibilità di rilancio per Brogi è una sola. “Secondo meafferma – l’unica soluzione è quella di creare un polo di riferimento provinciale che punti sul Madonnino come settore dell’agro-industria, dunque sulla trasformazione. Per farlo occorrono accordi a più alti livelli ed una sinergia con il comune di Grosseto che, nello stesso periodo pensò all’area agro-industriale con la piattaforma logistica nei terreni confinanti, ma che, evidentemente, fu lungimirante e il progetto rimase sulla carta senza esborso di denaro pubblico”.

Sulla vicenda interviene l’onorevole della Lega Mario Lolini. “Che la Maremma abbia bisogno della trasformazione per chiudere la filiera agricola – afferma Loliniè evidente. Questo permetterebbe di tipicizzare sempre di più i prodotti e di abbattere i costi per le nostre imprese. E’ evidente anche che l’area del Madonnino, senza un accordo di programma più ampio, non può funzionare; se invece si ragionasse di territorio, allora si potrebbe restituire quell’interesse a quella zona e creare qui, per l’agroindustria, un polo simile a quello che a Scarlino si è creato per la chimica. In quel caso anche Grosseto potrebbe avere interesse a riprendere in mano i suoi vecchi progetti mettendoli a sistema anche con l’area fieristica e con le aziende che già operano in zona. Per quanto mi compete sono pronto a fare la mia parte come deputato di maggioranza e vicepresidente della Commissione Agricoltura”.

La conclusione di Brogi, però, riguarda le scelte della Regione. “Ci meravigliaconclude che il capogruppo Pd Marras, di cui il sindaco Limatola è stato assessore ed è, di fatto, l’alter ego sul territorio, non abbia puntato sul rilancio di questa zona per il Polo agroalimentare che sorgerà invece a Rispescia. A nostro giudizio la sua collocazione poteva essere al Madonnino. Evidentemente da Firenze Marras continua ad influenzare e manovrare il Pd roccastradino, ma di certo non lo fa nell’interesse dei suoi cittadini che, a causa delle sue scelte sbagliate, continuano a pagare per quella che si è fino ad oggi rivelata una cattedrale nel deserto”.

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