Attualità

Covid, la Uil Vigili del Fuoco: “Supportiamo la campagna vaccinale, ecco perchè”

Tutti gli studi sui vaccini anti Covid-19 sono iniziati durante la scorsa primavera e sono durati dunque pochi mesi rispetto ai tempi abituali. A questo si è però sopperito, coinvolgendo un numero di persone dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Sergio Rubegni, segretario territoriale della Uil PA dei Vigili del Fuoco di Grosseto.

“Non è stata omessa alcuna delle regolari fasi di verifica – spiega Rubegni. I tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a Rna, incluse le ricerche sui vaccini antitumorali, alle risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione. In Italia, fino ad ora, l’adesione alla campagna vaccinale registra tra il personale sanitario percentuali molto alte, a conferma del fatto che chi meglio conosce il problema ritiene il vaccino non solo utile, ma sicuro”.

“La durata della copertura vaccinale non è ancora definita con certezza, perché il periodo di osservazione è stato di pochi mesi. Ma le conoscenze su altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi – continua Rubegni -. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti Covid-19. La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione, anzi potenzia la sua memoria immunitaria. Tuttavia, questi pazienti saranno esclusi dalla prima fase della campagna vaccinale, proprio perché ritenuti già protetti. I virus a Rna come Sars-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto del virus. Molte varianti di Sars-CoV-2 sono state segnalate nel 2020, ma finora nessuna di queste ha alterato il comportamento naturale del virus. Quella segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine presenti sulla superfice del coronavirus. Sono in corso valutazioni sulle conseguenze che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione“.

“Per essere efficace, il vaccino deve essere somministrato in due iniezioni rispettivamente da 0,3 millilitri (nella parte superiore del braccio) a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra – prosegue Rubegni -. L’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose. Per questo, tra un’iniezione e l’altra, occorre rispettare i comportamenti più efficaci in chiave preventiva: il distanziamento sociale, la corretta igiene delle mani ed il corretto utilizzo delle mascherine. Comirnaty, questo il nome del farmaco attualmente in uso in tutti i Paesi europei, è un vaccino destinato a prevenire la Covid-19 nelle persone di età pari o superiore a 16 anni. Al suo interno vi è un Rna messaggero che contiene le istruzioni per «produrre» la proteina «Spike», ovvero il passe-partout che Sars-CoV-2 usa per entrare nelle cellule e riprodursi. Una volta iniettato, l’mRna viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi di queste proteine. Segue, da parte del sistema immunitario, la produzione di anticorpi specifici. Utilizzando esclusivamente una componente genetica che porta nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici, il vaccino a Rna in uso in Italia non può causare malattie. Nemmeno, dunque, il Covid-19“.

Di prossimo impiego ci saranno vaccini che necessiteranno della somministrazione di una sola dose – termina Rubegni -. Nella speranza di avere chiarito eventuali perplessità e dubbi rispetto al delicato argomento trattato, invitiamo tutti ad aderire alla campagna di vaccinazione in atto. Insieme vinceremo anche questa sfida”.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Back to top button