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Il messaggio di Natale del vescovo Rodolfo: “Attendere, desiderare, ringraziare, agire”

Attendere, desiderare, ringraziare, agire. Sono i quattro verbi, che corrispondono ad altrettanti atteggiamenti, che il vescovo Rodolfo propone come chiavi di lettura del Natale che arriva.

È su di essi, infatti, che monsignor Cetoloni ha impostato il messaggio natalizio per tutta la comunità diocesana e per il territorio, per proporre una riflessione che aiuti a calarsi con maggiore consapevolezza nel mistero grande dell’incarnazione di Dio, che si fa uno di noi.

Il messaggio, in 8mila copie, distribuito nelle parrocchie e all’ingresso del palazzo vescovile, riporta, nella facciata, la Natività esposta dal 7 dicembre all’ingresso dello stesso Episcopio: un legno policromo, che riproduce un rilievo in pietra di stile ispanico-romanico. Raffigura l’annunciazione dell’angelo a Maria e la nascita del Signore. Due scene semplici, nelle quali è racchiuso tutto il senso della festa che celebriamo e delle attese, speranze, impegno degli uomini nel quotidiano.

Da qui la scelta del Vescovo di proporre i quattro verbi, come quattro itinerari, l’uno successivo all’altro, che conducono con uno sguardo nuovo dinanzi alla grotta di Betlemme per contemplare il Dio bambino, che è tutto il senso della nostra esistenza.

Attendere “contiene in sé Qualcuno intravisto, promesso – commenta il Vescovo. Noi non lo vediamo, ma siamo certi: sta arrivando”. È il cammino di attesa che nei secoli hanno compiuto coloro che hanno atteso il Messia; è il cammino che ogni anno percorriamo nell’Avvento. È un’attesa che “sveglia il desiderare”, perché attendere “rigenera il desiderio e il desiderare ravviva l’attesa”.

È Lui il Desiderato che risponderà alle tue attese – continua il Vescovo -. Se ancora non ti colma come avresti bisogno, già senti che vuoi ringraziarlo perché c’è, perché viene, per l’attesa e il desiderio che di nuovo ha suscitato”. E tutto ciò genera il bisogno di agire, perché “attendere grati non è star fermi, ma cominciare ad andare incontro”.

Agire come forma di ringraziamento “compiendo le opere del Natale di Gesù e di chi vi fu coinvolto come Maria, Giuseppe, gli angeli, i pastori, i magi… Facendosi piccoli, umili, andando incontro, portandosi vicino, offrendo doni, tornando cambiati, accogliendo e cantando la pace… Come allora, così oggi”. Il Vescovo conclude augurando non solo Buon Natale, ma anche per ognuno la possibilità di trovare “spazi di silenzio, preghiera, ascolto dell’anima”.

Nell’ultima di copertina il Vescovo propone anche una preghiera, che invita a recitare insieme prima di iniziare il pranzo di Natale.

Il messaggio di Natale del Vescovo

Ecco il testo integrale del messaggio di auguri per questo Natale:

“Carissima, carissimo,

pensando alle Feste vicine e al Natale del Signore Gesù, quest’anno, vorrei lasciar “accendere” in ognuno di noi queste parole: attendere, desiderare, ringraziare, agire. Quattro verbi carichi di significato!

Attendere contiene in sé Qualcuno intravisto, promesso… Si sa che è in cammino verso di noi, Egli ci conosce, sa dove viene, noi non lo vediamo, ma si è certi: sta arrivando…

Questo sveglia il desiderare.                                             

Non sarà un Natale come quello dello scorso anno. Tante cose in noi e attorno sono mutate, qualche luce affievolita, qualche tesoro impoverito, ma qualche speranza nuova si è accesa, qualcosa è cresciuto… e attendere rigenera il desiderio e il desiderare ravviva l’attesa, mentre trascina in avanti con sé le cose accadute e tante mani tese che vorrebbe stringere, colmarle di bene.

‘Vedi? germoglia già!’ (Is 43,19) E’ lui il Desiderato che risponderà alle tue attese! Se ancora non ti colma come avresti bisogno, già senti che vuoi ringraziarlo perché c’è, perché viene, per l’attesa e il desiderio che di nuovo ha suscitato.

E ti pare che dirgli grazie lo avvicini e ti spinga verso di lui! Attendere grati, infatti, non è star fermi, ma cominciare ad andare incontro. Desiderare non è solo emozione, ma è slanciarsi verso… Ringraziare non è impadronirsi di un dono. E’ essere tanto felici di poterlo di nuovo ricevere che il cuore ne  anticipa i frutti.

E così ringraziare diventa agire.

Sì, compiendo le opere del Natale di Gesù e di chi vi fu coinvolto come Maria, Giuseppe, gli angeli, i pastori, i magi… Facendosi piccoli, umili, andando incontro, portandosi vicino, offrendo doni, tornando cambiati, accogliendo e cantando la pace… Come allora, così oggi.

Sullo sfondo, in trasparenza, il Presepe con i suoi personaggi e, in primo piano, i poveri, le madri, i padri, i miti, gli operatori di pace, i costruttori del bene, piccolo o grande… e anche te,  io, noi…

Ti auguro buon Natale: bello, vivace, attivo. Preparandolo in famiglia o nel cuore cerca però anche un po’ di silenzio, un po’ di preghiera e di ascolto nell’anima.

Gesù, il Bambino di Betlemme, il figlio di Maria, il Signore, svegli in te l’attesa, i desideri, il grazie e tanti gesti di bene…

Buon Natale!

 + Rodolfo, vescovo”

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