Pubblicato il: 18 Gennaio 2020 alle 13:34

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Dalla Maremma alla Siria: la testimonianza di una volontaria impegnata nel progetto “Turismo solidale”

Con la fine delle cosiddette ‘primavere arabe’, la polveriera mediorientale ha spostato i suoi riflettori sulla Siria, dove le potenze occidentali, compresa l’italia, hanno cercato con tutti i mezzi politici, militari e propagandistici di rovesciare il legittimo governo siriano di Bashar al-Assad“.

A dichiararlo, in un comunicato, è l’associazione culturale La Forgia di Follonica.

“Per anni la sovranità siriana è stata colpita sia dall’interno da parte di forze jiadiste salafite come l’Isis, sia dall’esterno, da Paesi il cui interesse economico per il petrolio siriano è tutt’ora evidente nel nordest del Paese – continua la nota -. Solo con l’intervento militare ed economico della Russia le sorti della Repubblica araba siriana si sono rovesciate con la quasi scomparsa dei terroristi e la ‘rassegnazione’ dell’Occidente. In questo contesto, ogni anno i volontari dell’associazione Solid Onlus si recano in Siria con il progetto ‘Turismo solidale’ per portare aiuti umanitari alle popolazioni martoriate da anni di guerra ed embargo imposto dalle potenze occidentali. Quest’anno anche una giovane maremmana, facente parte dell’associazione culturale La Forgia di Follonica, ha intrapreso questo viaggio con Solid Onlus per portare la solidarietà ad una nazione a noi vicina”.

“Da tempo attendevo questa occasione – ha dichiarato la volontaria, che ha raccontato il suo viaggio -. Durante la mia esperienza di turismo solidale mi sono resa conto di tutte le bellezze storiche che offre questa nazione, varie nel tempo e nelle influenze culturali e religiose; ma quel che proprio mi si è rivelato inaspettato sono state la fierezza e la forza con le quali il popolo siriano ha affrontato questi 9 anni di guerra, rimettendosi in piedi senza mai arrendersi. Un altro aspetto che mi ha piacevolmente sorpreso è la serenità pacifica e rispettosa con la quale convivono i diversi culti religiosi. Tutti uniti all’insegna della bandiera siriana e fieri di essere guidati dal governo laico di Bashar al Assad per difendere la propria identità millenaria“.

“Visitando interi quartieri distrutti, tra una rovina e l’altra, insieme al gruppo di Solid abbiamo avuto l’onore di portare un omaggio al monumento dedicato al Milite ignoto per rinnovare la nostra vicinanza ai soldati che hanno difeso e difendono la propria patria contro un nemico che abbiamo tristemente conosciuto anche qui in Europa: il terrorismo – ha continuato la volontaria -. Tra le altre tappe che abbiamo percorso, un’indimenticabile pomeriggio a Sednaya, dove ci siamo recati dalle orfane del convento per regalare un sorriso travestendoci da Babbo Natale e regalando giocattoli, loro ci hanno ringraziato deliziandoci cantando in coro strofe di buon auspicio per la fine della guerra. Quasi al termine del nostro viaggio abbiamo fatto visita al ministro del Turismo Mohammad Rami Radwan Martini, dove ci siamo potuti confrontare sulla condizione delle città dopo 9 anni di guerra e su come noi italiani possiamo dare il nostro contributo per rilanciare il turismo nella nazione siriana. Molto commovente la sua richiesta di riportare quello che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, visto che molto spesso la stampa occidentale tende a ‘mal riportare’ la realtà dei fatti“.

Un’esperienza dunque molto intensa che alla protagonista resterà nel cuore – termina La Forgia e che vuole portare all’attenzione dell’Europa la reale situazione siriana“.

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