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Il Tavolo della Salute: “Medico in pensione, non sarà sostituito. Situazione critica”

“Tra pochi giorni anche la dottoressa Stefania Negrini andrà in pensione e non sarà sostituita”.

Da questo dato di fatto Paolo Mazzocco, coordinatore del Tavolo della Salute di Massa Marittima, lancia l’allarme sulla situazione che si verrà a creare con il pensionamento dell’ennesimo medico di base.

“Di sicuro, al momento non ci sono sostituti, nè ce ne saranno se non si interviene immediatamente con l’avvio della tanto sbandierata e mai costituita Casa della Salute. I medici non scelgono il territorio delle Colline Metallifere perché possono scegliere aree più attrattive e con migliori condizioni di lavoro, proprio quelle dove possono fare squadra ed avere locali comuni e servizi. Se aggiungiamo – continua Mazzoccoche il nostro territorio è vasto e male collegato, che la burocrazia la fa da padrone nel lavoro ambulatoriale ed infine i nostri medici di base si devono pagare tutto anche dove vanno per pochi pazienti, di cosa ci meravigliamo se non accettano di venire? Anzi, temo che presto possano abbandonarci anche quelli che ci sono se le istituzioni, Asl e Comune, non intervengono subito”.

“Una situazione che rischia di diventare esplosiva – prosegue Luciano Fedeli, dove errori nella programmazione regionale che non ha tenuto conto dei pensionamenti dei medici e della mancanza di sostituti, sommati a inspiegabili e ingiustificabili ritardi nella realizzazione delle Case della Salute rischiano di compromettere l’assistenza di base di molti cittadini e dei comuni più disagiati. L’Azienda, con l’approvazione delle istituzioni locali e della Regione, pensa di risolvere il problema suddividendo i pazienti tra i sempre meno medici “superstiti”. Ma dove vivono sulla Luna? Non si rendono conto dell’estensione del territorio e delle difficoltà nelle percorrenze? Restino con i piedi per terra e diano il via immediatamente alla Casa della Salute e proseguano nel cercare di reperire nuovi professionisti.

“E la Casa della Salute a Massa Marittima – sottolinea Fedeli non può essere confinata in un micro ambulatorio come è quello attualmente in essere presso l’ospedale, di dimensioni ridicole e con una collocazione poco consona all’utenza e alla riservatezza. Si utilizzino, senza farli marcire, i locali dell’ex Inam per creare ambienti confortevoli e decenti dove trasferire le attività del territorio, invece di vedere ancora patrimonio pubblico destinato al degrado”.

“Questa è una situazione urgente che necessità di risposte immediate – concludono Mazzocco e Fedeliche chiede non promesse, studi o valutazioni scientifiche, ma risposte immediate e sarebbe bene che venisse messa in agenda dai sindaci come priorità e risolta dalla Regione senza tante processioni per raccontarci che va tutto bene. Non va tutto bene, sta andando tutto a rotoli, svegliatevi“.

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