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Centro vaccinale, il Tavolo della Salute: “La Asl snobba cittadini e sindaci”

Avere la possibilità di amministrare e non usarla. Quando fu stilata la mappa dei centri vaccinali della provincia, vennero espresse proposte precise inviate all’amministrazione già dal gennaio 2021, avvalorate dalla situazione di un bacino di utenza che vede nel nostro territorio una grossa fetta di cittadini anziani e fragili, per cui si auspicava che si potesse realizzare un centro a Massa Marittima e uno a Gavorrano“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Paolo Mazzocco, del Tavolo della Salute, Fiorenzo Borelli, capogruppo lista Massa Comune, Daniele Gasperi, del Pci delle Colline Metallifere.

“Si sarebbero così evitati disagi e si potevano spalmare le inoculazioni senza assistere a spostamenti dei cittadini in altre sedi. Nessuna risposta formale è venuta se non le sole notizie apprese dal Consiglio comunale che, a detta del sindaco, parlavano di una scelta ben fatta nel concentrare le vaccinazioni su Follonica perché non vi era un numero necessario di dosi, per cui aprire altri centri era inopportuno – continua la nota -. Dalla risposta non si è tenuto conto delle fragilità e delle difficoltà delle persone, ma era più conveniente usufruire del centro di Follonica o in alternativa degli altri ubicati nel grossetano. Eppure, altri comuni vicini si erano attivati, come Castiglione della Pescaia, anche in presenza di dosi minime”.

“Da gennaio siamo quindi arrivati al consiglio di aprile per sentire annunciata l’apertura di un centro su Massa Marittima e, a distanza di giorni, nonostante si sia attrezzata l’area delle ex Clarisse, la Asl tace e verranno fatte le sole dosi dai medici di medicina generale – prosegue il comunicato. Finalmente le levate di scudi, come sempre tardive, del sindaco Giuntini e del segretario provinciale del Pd Termine, che scrivono al direttore D’Urso, per sbloccare la situazione. Noi pensiamo che sarebbe stato utile ascoltare e far partecipare tutto il consiglio comunale, far muovere per tempo tutte le forze politiche di maggioranza e opposizioni, anche se tutto questo non avrebbe giovato all’immagine di chi vuole tutta per sé la scena. Sarebbe il caso invece di cambiare in modo radicale questo modo di gestire beni comuni come la sanità, andando ad allargare il fronte della protesta nei confronti dell’Asl, che fa da sorda a richieste che vengono dalla comunità come le vaccinazioni, oppure per le carenze che purtroppo si registrano sull’ospedale e sul territorio per contrastare quelle decisioni che penalizzano il diritto alla salute e ricadono sulle spalle dei cittadini”.

“Rimarchiamo per questo e facciamo presente a Giuntini e a Termine, titolari del settore sanità, a livello comunale e provinciale, che sarebbe l’ora di battere le ‘mani sul tavolo’ o ‘alzare la voce’, allargando la platea dei soggetti che protestano per raggiungere quegli obiettivi che vanno a beneficio di tutti – termina la nota -. D’altra parte in questi anni la non gestione della sanità ha portato ad avere meno peso politico delle nostre realtà e la Asl ha fatto e disfatto secondo logiche di risparmio che ancora una volta, come nel caso dei vaccini, sono bene evidenti e scaricano i disagi sui cittadini“.

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