Pubblicato il: 26 Novembre 2013 alle 19:10

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Tares: l’intervento di Rete Imprese Italia

Il direttore, Gloria Faragli, ed il presidente di Rete Imprese Italia, Michela Hublitz intervengono sulla questione Tares nella provincia di Grosseto:

«Apprendiamo dalla stampa le preoccupazioni del vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi sulle entrate del Comune di Grosseto, a partire dal ridimensionato introito rispetto alle previsioni della tassa di soggiorno, sui mancati trasferimenti dello Stato sul fondo di solidarietà e sulla volontà di rivedere la TARES dal 2014.

Da quando il decreto Salva Italia del 2011 ha previsto l’introduzione della TARES, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni costantemente, in particolare alle amministrazioni locali a cui ne è demandata l’applicazione, e con esse ricercato il confronto per l’ulteriore aggravio di costi per le famiglie e le imprese, fino alla nostra ultima iniziativa della settimana scorsa sull’imposizione fiscale locale.

“Il 40% delle imprese con meno di 15 dipendenti ritiene molto probabile la chiusura nei prossimi due anni per colpa del fisco di Regioni e Comuni che si mangia una parte importante del fatturato ed è in continuo aumento” questo quanto scrive il Sole 24 ore.          

Siamo arrivati alla nostra iniziativa con i Sindaci dei Comuni del nostro territorio con una proposta precisa, applicare la TARSU anche per l’esercizio 2013 vista la situazione di grave crisi economica che non accenna a diminuire e con il conseguente grave rischio di veder cessare ancora l’attività di tante imprese.

Gli amministratori presenti hanno espresso le loro motivazioni rispetto all’impossibilità di raccogliere la nostra proposta ma alcuni di essi stanno lavorando alla revisione delle tariffe individuate in precedenza come nel caso del Comune di Follonica, altri stanno attivando strumenti diversi rivolti al sostegno delle attività economiche come Castiglione della Pescaia o il Comune di Arcidosso. Vale la pena quindi mantenere alto il confronto e ricercare soluzioni.

Poiché la TARES nel 2014 non ci sarà più, di essa si può discutere adesso solo per condizionare la sua applicazione e limitare le conseguenze negative che  avrà sulle  imprese e sulle famiglie».

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