Pubblicato il: 28 Settembre 2016 alle 14:39

Follonica

La rigenerazione urbana e creativa dell’ex Ilva: se ne parla in un talk show a Follonica

Una realtà in piena trasformazione culturale e creativa.

Così si presenta la città di Follonica, le cui buone pratiche hanno portato al recupero e riuso della zona industriale dell’ex Ilva, che l’ha caratterizzata fino agli anni ’60. Un fermento che è in atto, con progetti all’attivo ed edifici che, da fonderie in stato di abbandono, sono diventati un polo culturale multidisciplinare, connotando un passaggio che conduce da officina della ghisa a officina delle idee.

Molto è stato fatto e molto c’è da fare, pensare, progettare e realizzare. È su questo punto che nasce il desiderio far incontrare le eccellenze del territorio con altre realtà nazionali per innescare nuove sinergie, attraverso mostre e interventi urbani che indagano i linguaggi del contemporaneo, un talk show e una tavola rotonda conclusiva.

La rigenerazione urbana che ha restituito gli edifici a livello architettonico riguarda ora l’innovazione sociale e culturale, attraverso le pratiche artistiche più attuali.

Mentre proseguono la mostra e gli interventi urbani di Heart-Shaped Box a opera degli artisti Matteo Capobianco e Opiemme, sabato primo ottobre il Teatro Fonderia Leopolda ospiterà una serie di talk show per riflettere sulla rigenerazione urbana e creativa in atto a Follonica e creare nuove sinergie con pratiche innovative attive su tutto il territorio nazionale. Quali strategie mettere in atto, come monitorare le ricadute e i benefici nei diversi settori, come riportare il pubblico al centro del processo che sta portando un forte cambiamento socio-culturale? Come si comunica un progetto? In che modo il digitale dialoga con i beni culturali?

“Pubblicazioni e interventi si stanno sempre  più orientando verso il concetto di ‘riuso’ e di ‘rigenerazione’. Oggi l’Italia è piena di spazi vuoti – sottolinea l’assessore alla cultura di Follonica, Barbara Catalani  – e la sfida sta tutta nel riuscire a riusarne anche solo una parte, affidandoli alle start-up culturali e sociali con l’obiettivo di favorire l’occupabilità giovanile. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo interrogarci su questi temi, consapevoli che anche Follonica può rientrare nel circuito di quelle buone pratiche dove il riuso e la rigenerazione hanno portato non solo al risanamento di una porzione cruciale della città, ma anche aperto la possibilità a nuove forme di cultura, ad un dialogo stretto tra mondo della cultura e associazionismo, tra professionisti e volontari, tra scuola e mondo del lavoro. Officina delle idee è questo: un luogo, un momento, uno spazio per conoscere, riflettere, presentare e scoprire quello che ci sta germogliando intorno cercando così di coglierne qualche frutto e provare a piantarlo nel nostro campo”.

Il programma

Ore 9.30: registrazione

Ore 10: saluti e interventi istituzionali di Barbara Catalani, assessore alla cultura di Follonica, Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, assessore a cultura, Università, ricerca, Roberto Ferrari, direttore generale cultura e ricerca della Regione Toscana;

Sessione mattutina

Ore 10.15: introduzione di Karin Gavassa, xuratrice e cultural manager indipendente, Officina delle Idee Follonica

Ore 10.30: Carlo Salone, del Politecnico e Università di Torino. Carlo Salone è professore all’Università di Torino, all’Université Paris-Est Créteil e all’Université Lyon 2-Lumière, e dirige il Master internazionale ITC-ILO “World Heritage and Cultural Project for Development” presso la Turin School of Development.

Titolo intervento: Rigenerazione urbana “minuta” e place-making: il ruolo delle pratiche artistiche

Stiamo assistendo a pratiche artistiche e culturali che, in molti casi, rivelano una vitalità inaspettata al di fuori dei circuiti consolidati della produzione e del consumo di beni e servizi culturali. […] Infatti, mentre le ricette di rigenerazione urbana basate essenzialmente sulle grandi attrezzature culturali e sulla “perennizzazione” degli eventi di grande richiamo rivelano una certa stanchezza, le esperienze dal basso si mostrano più adatte ad affrontare la perdurante fase di crisi.

 Ore 11.15 – 11.30: coffee break

Ore 11.30: Giangavino Pazzola, Ph.D. student in Urban and Regional Development presso il Politecnico e l’Università di Torino, curatore indipendente, Il Giornale delle Fondazioni, Artinrete.

Titolo intervento: Inedite traduzioni. I centri culturali indipendenti

Le zone abbandonate o sottoutilizzate delle nostre città sembrano essere un ambiente appropriato per la concentrazione spaziale di centri per la produzione indipendente e dai componenti della cosiddetta ‘classe creativa’. Questi spazi possono diventare esperienze territoriali che rappresentano una solida alternativa al mainstream dell’offerta culturale, rappresentando un’innovazione sia nell’ambito della gestione dei processi di formazione culturale sia nella programmazione delle realtà culturali più consolidate.

Ore 12.15: Carmine Marinucci, DiCultHer School

La Scuola a Rete in Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities aggrega università, enti di ricerca, scuole, istituti tecnici superiori, istituti di cultura, associazioni e imprese pubbliche e private, con l’obiettivo comune di far nascere un ‘campus diffuso’ in grado di attivare l’elaborazione di un’offerta formativa coordinata con il sistema nazionale, per costruire il complesso delle competenze digitali indispensabile al confronto sempre più articolato ed eterogeneo con la smart society, nel quadro di un modello scalabile a livello europeo.

Ore 13.00: lunch break

Sessione pomeridiana

Ore 14.00; Linda di Pietro, Caos Centro Arti Opificio Siri, Terni

Centro per le Arti Opificio Siri è un centro culturale dedicato alla fruizione delle arti e alla produzione creativa.

Di proprietà del Comune di Terni, nato dalla riconversione dell’ex fabbrica chimica Siri, è attualmente gestito da un’A.T.I. – associazione temporanea di imprese -, che si occupa di gestire progettazione e servizi. 5600 mq dedicati alla cultura, alla sperimentazione e all’innovazione, una pluralità di spazi, a cui corrisponde un panorama di attività che include la realizzazione di mostre temporanee, eventi e attività di ricerca e promozione di nuovi talenti con residenze, laboratori e progetti internazionali.

Ore 14.45: Florinda Saieva

Florinda Saieva, Farm Cultural Park , Favara

Titolo intervento: Museo delle persone

Spesso parlando di rigenerazione si pensa solamente ai luoghi, ma Farm Cultural Park non è solo un luogo. Negli ultimi  anni questa realtà ha portato a Favara migliaia di artisti, creativi, giornalisti, viaggiatori e semplici visitatori che condividendo le loro esperienze hanno lavorato e continuano a lavorare per ripensare nuovi modi di vivere, lavorare e stare insieme. Per questo ogni tanto parliamo di Museo delle Persone.

Sicuramente il valore più importante di questa esperienza è l’aver costruito intorno a sè un forte valore di appartenenza e di possibilità e dove i processi hanno assunto un ruolo fondamentale e l’arte e l’architettura sono diventati degli strumenti nobili a servizio della comunità

Ore 15.30: Salvatore Barbera, Angela Maiello, Latte creative

Roma, Torino, Bruxelles

Studio multidisciplinare dedito all’ideazione e realizzazione di campagne digitali per il terzo settore, nel campo dell’innovazione sociale e della cultura, con enti non profit e istituzioni. Tra le più recenti quelle per l’Art Bonus del Mibact, Greenpeace, European Commission.

Come si realizza una campagna digitale in ambito culturale? Come trasformare un’idea in contenuto multimediale? Quali le tecnologie più appropriate per comunicare efficacemente un progetto?

Ore 16.15 – 16.30: coffee break

Ore 16.30: Valentina La Terza, Base, Milano

Titolo intervento: Pubblico e privati, produzione e fruizione: interazioni tra diversi per la creazione di nuovi modelli e funzioni

Base è un progetto d’innovazione e contaminazione culturale tra arte, creatività, impresa, tecnologia e Welfare.
Si traduce oggi in 6.000 mq di coworking, laboratori, esposizioni, spettacoli, workshop, lectures. La destinazione degli edifici che oggi ospitano Base (come peraltro dell’intera area ex Ansaldo) è stata oggetto di un lungo dibattito, nonché di sperimentazioni, all’interno e all’esterno dell’Amministrazione Comunale.
Nel 2014, a seguito di un bando pubblico, gli spazi sono stati assegnati a un gruppo formato da Arci Milano, Avanzi, esterni, H+, Make a Cube³, poi costituiti in impresa sociale, nella forma di società a responsabilità limitata.

Ore 17.15: tavola rotonda e chiusura dei lavori

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