Pubblicato il: 6 Agosto 2016 alle 16:10

Attualità

“Il malessere di vivere in un piccolo paesino”: successo per il talk show di Braccagni

Il talk show di ieri sera, al magico “Oliveto di san Rocchino”, a Braccagni, reso possibile dal Gruppo tradizioni popolari Galli Silvestro, ha mantenuto le sue promesse.

Il tema in agenda era di quelli scottanti: il malessere di vivere in un piccolo paesino della Maremma, come, appunto, Braccagni.

Sergio Rubegni ha aperto la serata declinando i punti salienti e soprattutto le ragioni del talk show.

Lungi dal crogiolarsi in uno sterile pessimismo, Rubegni ha posto l’accento sulle possibilità del territorio e del paese.

“Tra luci e ombre, come in ogni esperienza umana, personale e collettiva, Braccagni ha una storia fatta di scelte e iniziative: perché non riprendere la strada, alimentandola con il progetto per la costituzione di una polisportiva per la gestione di tutte le strutture polivalenti presenti presso il campo sportivo di Braccagni? Aggiungendo ad essa – ha sottolineato il promotore della seratal’organizzazione di eventi culturali e di aggregazione della collettività locale? Una sorta di micro-hub territoriale funzionante sul piano sportivo-culturale. Sul territorio, il binomio sport-cultura è vincente, come sappiamo“.

Raffaele Iannuzzi ha lanciato la sfida metodologica di riappropriarsi concretamente e praticamente del modello fondativo di Braccagni, legato alla persona di Giuseppe Braccagni, montepescalino d’ingegno che, nel 1846, sceglie di “fare” quel territorio eleggendolo a paese e dunque a comunità.

Il territorio non è tanto uno spazio geografico, quanto una scelta, una decisione operativa, una scelta di campo – ha evidenziato Iannuzzi: faccio mio quel territorio, quello spazio e lo invento, esattamente come fa il ‘territor’, il proprietario della terra. ‘Territorio’ deriva proprio da ‘territor’, privilegia dunque il soggetto sull”oggetto’ territorio/ambiente. Anche se ovviamente l’ambiente non è una variabile trascurabile”.

Di fronte a una platea qualificata e attenta, gli interventi si sono succeduti secondo tre linee direttrici: una certa stanchezza dovuta a un ripetersi di delusioni; un entusiasmo acceso, ma forse non così elaborato sul piano della proposta; una ponderata apertura alla creazione di iniziative, verificando un benchmarking puntuale delle proposte, valutando dunque le “best practices” territoriali di successo, ad esempio le esperienze vincenti di alcune Pro Loco. L’intervento del Sig. Tonini, che ha chiuso il panel di interventi, è certamente, da quest’ultimo punto di vista, quello più completo e generativo.

Iannuzzi ha chiuso la serata, rilanciando soprattutto l’ultimo intervento, anche perché naturalmente in linea con la mentalità strategica e proattiva che ha orientato il suo intervento tematico introduttivo. Anche Rubegni ha sottolineato l’importanza di fare e fare insieme, proponendo un altro incontro a distanza di un mese.

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