Economia

Turismo balneare, Confesercenti presenta lo studio: “Settore in crescita in Maremma”

La costa attira e trattiene turisti per più tempo rispetto ad ogni altro settore.

È questo uno dei dati che emergono dallo studio di Confesercenti in merito al turismo balneare in Maremma. Lo studio è stato presentato oggi, alle Terme marine Leopoldo II di Lorena, in un incontro coordinato dal presidente provinciale della Fiab, Claudio Pierini.

Nell’ultimo decennio, sino al 2019, il turismo è cresciuto in maniera costante. In Toscana si è passati, per quanto riguarda il turismo balneare, da 1 milione e 900mila presenze ai 2 milioni 230mila del 2019.

«Guardando al nostro territorio – afferma Marco Di Giacopo, che ha elaborato lo studio per Confesercenti -, abbiamo una congiuntura di aumento generalizzato: nel comune di Grosseto si passa da 215mila arrivi nel 2010 a oltre 250mila nel 2019 per risorsa turistica balneare, come del resto in quello di Castiglione, in cui nel medesimo spazio temporale, gli arrivi crescono da 172mila a 218mila. Va sottolineato che lo stesso aumento, generalizzato appunto, si rinviene anche nei comuni costieri dell’Area Nord e Sud della nostra provincia».

«Un modello turistico che, esclusi gli anni di emergenza sanitaria, si manifesta in costante crescita e con un’attrattività sempre maggiore. Infine – conclude Di Giacopo –, ricordo la fondamentale partecipazione dei toscani stessi al nostro prodotto turistico balneare, infatti nei comuni costieri grossetani si attestano dal 20% al 30% degli arrivi totali per questa risorsa turistica: una scelta decisa e consistente verso la costa maremmana, ulteriore riprova del valore e del lavoro fatto dalle imprese balneari nel nostro territorio».

Il turismo costiero in Toscana trae dunque sostentamento, in buona parte, dall’auto-alimentazione, e questo è forse uno dei motivi per cui il turismo balneare, in Maremma, pur con qualche perdita, ha sostanzialmente retto anche alla crisi pandemica.

«A salvare il turismo è stata la “prossimità” – afferma Alessandro Tortelli, del Centro studi turistici –. Per la Maremma, nel 2021, si è avuto un calo solamente del 7% per il turismo balneare. Questo è un tipo di prodotto che offre spazio e natura, che sono elementi che la gente cercava dopo mesi di chiusura in casa. E ha comportato anche un aumento della presenza media. Stanno ripartendo le vacanze brevi, i fine settimana. Abbiamo fatto degli studi al riguardo e abbiamo previsioni positive. C’è da capire se si riapriranno i mercati esteri e, se sì, come lavorare per organizzare esperienze, raccontare emozioni e mettere in campo servizi. Dobbiamo lavorare sull’integrazione tra parte balneare e quel che offre il territorio».

«Siamo una grande destinazione turistica – afferma l’assessore regionale al turismo, Leonardo Marras -. Da una recente indagine abbiamo scoperto che il brand Toscana è molto forte, ed è un brand che la gente è disposta ad acquistare. Per tanti motivi: perché si può trovare un equilibrio tra uomo e natura, perché la nostra è percepita come una destinazione elegante, ma non elitaria, quindi alla portata di tanti. Per questo il messaggio deve continuare ad essere questo, da tutti i territori. Deve esserci una cerniera tra operatori e sistema pubblico perché si mantenga quel che si promette; dobbiamo essere adeguati a quella visione che i potenziali turisti hanno della Toscana. Detto questo c’è da aspettarsi una stagione importante, sempre con questa ricetta di prossimità».

«Abbiamo un territorio straordinario, capace di costituire un attrattore per i valori ambientali che incarna, ma è indispensabile lavorare sul versante degli investimenti e migliorare la competitività delle destinazioni e delle imprese che su questo territorio operano – precisa Gianni Masoni -. Ovvio che per investire serve stabilità e per i balneari il punto è cosa accadrà in merito alla vertenza sulle concessioni balneari. Più in generale vanno individuate le priorità su cui intervenire: accessibilità, mobilità, connessioni wi-fi, oltre alla promozione. Temi su cui le imprese devono essere parte attiva».

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