Cna: “Troppi adempimenti per aprire un’impresa, burocrazia frena economia”

Si chiama “Comune che vai, burocrazia che trovi” ed è la ricerca realizzata dal Centro studi Cna sui dati raccolti da 52 associazioni territoriali, tra cui Cna Grosseto, per pesare l’impatto della burocrazia sull’avvio di attività imprenditoriali e quindi sulla propensione all’imprenditorialità nel Paese. La burocrazia rimane, infatti, un elemento che frena le potenzialità di sviluppo e di crescita dell’Italia.

Lo studio condotto dall’Osservatorio prende a esempio cinque tipologie d’impresa: acconciatura, bar, autoriparazione, gelateria, falegnameria. Di ognuna è calcolato in dettaglio il numero di adempimenti, degli enti coinvolti e delle operazioni necessarie all’apertura, oltre al costo totale dell’autorizzazione. Lo studio analizza anche alcune aspetti dell’apertura d’impresa comuni a tutti gli aspiranti imprenditori: gli adempimenti relativi a salute e sicurezza, la pratica per esporre un’insegna, la ristrutturazione dei locali, l’assunzione di un apprendista.

Anche in provincia di Grosseto – ha spiegato Anna Rita Bramerini, direttore di Cna Grosseto – le attività subiscono il peso degli adempimenti chiesti dalla Pubblica amministrazione: il picco si ha per chi vuole aprire un’attività di autoriparazione, che deve adempiere 86 obblighi, ma anche chi ha di fronte la strada relativamente più agevole, l’aspirante acconciatore, se ne ritrova di fronte 65. E in questo arco poco invidiabile si posizionano gli altri“.

Lo studio avvalora la posizione che da anni Cna porta avanti – aggiunge Brameriniperché vanno distinti e semplificati gli adempimenti per le micro e piccole imprese da quelli per le altre: non è concepibile che gli obblighi per una ditta individuale o per un piccolo imprenditore siano gli stessi previsti per le grandi aziende“.

Ecco, più nel dettaglio, i risultati dello studio.

Per aprire un salone di acconciatura si devono portare a termine 65 adempimenti e relazionarsi con 26 enti, con una spesa media di oltre 17mila euro. Oltre alla presentazione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), c’è da superare un corso triennale con stage, la cui durata varia da regione a regione.

Aprire un bar richiede fino a 71 adempimenti e coinvolge anche 26 enti con i quali, in alcuni casi, ci si deve relazionare più volte, con una spesa che sfiora i 15mila euro. L’aspirante imprenditore deve aver frequentato un corso che costa in media sui 600 euro e dura tra le 100 e le 160 ore. Gli adempimenti obbligatori sono cinque, ma un terzo dei comuni esaminati ne richiede anche altri (dalle relazione sui locali e le attrezzature al certificato di agibilità, per citarne alcuni).

L’aspirante autoriparatore si deve sobbarcare le maggiori difficoltà: fino a 86 adempimenti complessivi da assolvere. Gli enti con i quali può avere a che fare variano dai 30 ai 48, con un costo di oltre 18mila euro. Per diventare responsabile tecnico di un’attività di autoriparatore (meccatronica, gommista, carrozzeria) occorre un corso propedeutico della durata di 500 ore che costa 2mila euro e particolarmente numerosi per l’aspirante autoriparatore sono gli adempimenti ambientali, dall’impatto acustico all’assimilazione acque reflue. Con l’aggravante, anche su questo fronte, dei comuni che procedono in ordine sparso.

Per trasformare il suo sogno in realtà il gelataio può trovarsi ad affrontare fino a 73 adempimenti, con 26 enti coinvolti e 41 contatti, con una spesa per le pratiche burocratiche che da sola supera i 12.500 euro, mentre per aprire una falegnameria gli adempimenti possono arrivare a 78, gli enti coinvolti a 26 e a 39 le volte in cui l’aspirante imprenditore si deve confrontare con la Pubblica amministrazione. La spesa per le pratiche burocratiche supera i 19mila euro e l’adempimento in sé più oneroso è il certificato controlli antincendi rilasciato dai Vigili del fuoco, che mediamente costa 1.600 euro e necessita di 60 giorni per il rilascio.

Rispetto ad altre attività la falegnameria presenta un numero molto elevato di obblighi ambientali, con costi, tempi ed enti coinvolti estremamente variabili da un comune all’altro.

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