Le spoglie di Alessandro Peperoni tornano a Montiano: è stato direttore dell’Ente Maremma

A giorni torneranno nella terra d’origine le spoglie del dottor Alessandro Peperoni, le cui ceneri saranno tumulate nel cimitero di Montiano, dove nacque nel 1920.

Peperoni è deceduto il 5 ottobre scorso a Massa, dove risiedeva dal 1970, ricoprendo il ruolo di direttore dell’Ente Maremma, dopo quello di direttore dell’Ente di sviluppo della riforma fondiaria a Magliano in Toscana dal 1955 al 1965. A Magliano risiede una parte della sua famiglia: la figlia Sandra Mancineschi e le nipoti Camilla e Maria Federica.

“Dalle fonti di rito e dalla memoria collettiva, il decennio 1955- ’65 risulta il più problematico, ma anche il più ricco di aspettative e il più fecondo come impostazioni e come risultati e il Comune di Magliano fu il soggetto di quell’ampia rivoluzione riformista, che trasformò il latifondo in piccola proprietà coltivatrice in tempi relativamente rapidi e con minori criticità, rispetto a zone limitrofe, grazie alla conduzione di Alessandro Peperoni, laureato in Scienze agrarie e forestali all’Università di Pisa, radicato sul territorio, che amava dal profondo e conosceva capillarmente attraverso l’esperienza lavorativa del padre Alipio, amministratore dell’esteso latifondo locale della Società anonima svizzera (Sas), completamente frantumato dalla riforma agraria – spiega il sindaco di Magliano, Diego Cinelli -. Queste componenti, unite alla fiducia e alla speranza degli ex mezzadri che lo avevano conosciuto da sempre e lo sentivano ‘come uno di loro’, consentirono al giovane direttore di perseguire con rapidità e concretezza soluzioni altrove e da altri rimandate nel tempo, soluzioni per rendere fruibili gli incentivi finanziari e le forme di cooperazione, previsti dalla legge della Riforma, dalla ‘sua gente’, la nuova proprietà coltivatrice, spesso poco esperta nella coltivazione intensiva e indubbiamente bisognosa di addestramento tecnico e professionale, nonché di assistenza economica“.

“Questo territorio, oggi fertile e ben organizzato, fonte di lavoro per ciascuno dei suoi abitanti e appetito da importanti investitori, è debitore non poco ai lavoratori di quegli anni, i cui sacrifici trovarono nell’accorta e appassionata direzione di Alessandro Peperoni, figlio di questa terra – termina il sindaco –, delle risposte tali da trasformare una zona collinare, non facile dal punto di vista produttivo, in una realtà ben avviata sulla strada dell’emancipazione culturale, economica e sociale“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top