Pubblicato il: 23 Agosto 2019 alle 9:48

Politica

Emergenza infermieri, Sinistra Italiana: “Preoccupati per il declino del servizio pubblico sanitario”

"Chiediamo che anche i sindaci si interessino costantemente e sollecitino l'azienda sanitaria"

“Nei giorni scorsi Nicola Draoli, presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto, ha lanciato un allarme sulla carenza di infermieri che merita di essere considerato“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Nicola Menale, coordinatore di Sinistra Italiana della Federazione di Grosseto, e Mauro Valiani, membro del coordinamento regionale di Sinistra Italiana.

“Questa situazione corrisponde purtroppo ad una condizione più generale che vede anche una forte carenza di medici specialisti e che interessa tutto il nostro servizio sanitario – continua la nota -. Siamo preoccupati per il declino, in particolare dei servizi territoriali, e dal mancato sviluppo di esperienze già decise sulla carta dalla Regione, ma non sostenute con adeguata forza, come la ‘sanità d’iniziativa’ nelle Case della Salute che rappresenta una strada efficace di contrasto all’aumento delle malattie croniche. Inoltre, non finiremo mai di ribadire che anche la riforma delle ‘mega Asl’ fatta nel 2015 non ha portato del bene alla sanità regionale, soprattutto per i servizi territoriali“.

“Il pericolo grave per il servizio sanitario è quello del consolidarsi di un sentimento tra la popolazione, particolarmente con la lontananza dei servizi e con la lunghezza delle liste d’attesa: che lo stesso servizio sanitario pubblico e universalistico non sia più la scelta ‘normale’ dei cittadini, costretti come sono, chi può, a rivolgersi al privato o al privato-sociale o a ‘rimandare’ il controllo sanitario – prosegue il comunicato -. Prendiamo atto della nota dell’Azienda sanitaria,che spiega le difficoltà di reperimento di operatori sanitari e, per via di queste, l’assunzione in corso di altri operatori ‘a somministrazione”. Sempre l’azienda sanitaria ci dice che nel corrente anno sono aumentati gli operatori con questo tipo di rapporto di lavoro (più 131!). Crediamo che, oltre alla mancanza di personale che può mettere veramente in crisi la qualità dei servizi sanitari, anche la quantità di rapporti di lavoro precario tra operatori sanitari, come quello ‘interinale’, dovrebbe essere progressivamente superata. C’è veramente bisogno di ‘buoni’ rapporti di lavoro, anche per favorire il clima lavorativo e non rischiare differenti trattamenti tra lavoratori che svolgono simili lavori“.

“Chiediamo che anche i sindaci si interessino costantemente e sollecitino l’azienda sanitaria e la Regione nel produrre il massimo sforzo di tamponamento delle carenze di personale e di sviluppo dei servizi anche attraverso la rapida conclusione, con effettive assunzioni, di un concorso importante attualmente in atto. Deve essere sfruttata anche una recente norma (tra le poche cose buone di questo ultimo pessimo Governo nazionale) con la quale è stato superato il tetto di spesa per il personale delle sanità regionali ancorato (addirittura!) a quello del ‘2004 meno l’1,4%’ – termina il comunicato -. Auspichiamo che i cambiamenti politici che vengano discussi in questi giorni a livello nazionale prevedano davvero un rilancio della sanità pubblica che può avvenire con una diversa politica economica espansiva e non con i tagli continui che da tanti anni hanno provocato un declino della più grande infrastruttura di protezione sociale del nostro Paese“.

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