Pubblicato il: 12 Agosto 2019 alle 18:58

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Omicidio di Filare, il sindaco: “Sono sconcertato, il Prefetto convochi il comitato per la sicurezza”

Il sindaco di Gavorrano, Andrea Biondi, ha scritto una lettera aperta agli abitanti del paese maremmano

Il sindaco di Gavorrano, Andrea Biondi, ha scritto una lettera aperta agli abitanti del paese maremmano in merito all’omicidio avvenuto questa notte a Filare.

Ecco il testo integrale della lettera:

“Cara concittadina, caro concittadino,

a poche decine di metri in linea d’aria, mentre da non molto le ultime persone accorse all’evento di Calici di Stelle organizzato dalla locale Proloco presso il Teatro delle Rocce di Gavorrano stavano tornando a casa, si perpetravano nella campagna sotto Filare di Gavorrano un omicidio ed un tentato omicidio, probabilmente per una resa di conti legata al traffico di droga.

Sono naturalmente sconcertato dall’accaduto, come lo saranno molti miei concittadini, non perché sia qualcosa di nuovo sapere che le nostre campagne vicino al bosco siano utilizzate per traffici illeciti nelle ore notturne, data la facilità di fuga in caso di intervento delle forze dell’ordine, ma in una sorta di commedia drammatica, a poche decine di metri, ed a poca distanza di tempo, il nostro territorio viveva gli estremi del quotidiano, dalla bella festa aggregativa all’insegna della musica e dei sapori dei prodotti tipici locali, all’efferato omicidio.

Sono sconcertato, dato che vicino ai luoghi della sparatoria vi è una strada bianca frequentata, anche in tarda ora, da turisti delle vicine strutture ricettive, o residenti, che rientrano dalle serate estive, visti i molti eventi per vacanzieri e non.

Naturalmente alle forze dell’ordine deve andare il massimo della nostra fiducia per far si che sia fatta luce sull’accaduto, garantendo la massima collaborazione da parte di ogni cittadino che abbia elementi utili all’indagine, ma aggiungo che è mia volontà richiedere a tempo debito la convocazione da parte del Prefetto del tavolo provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, così da discutere azioni comuni per migliorare il controllo del territorio.

Purtroppo è altrettanto vero che i nostri territori, la nostra comunità, non sono nuovi ad accadimenti legati allo spaccio di stupefacenti, inutile negarlo, chi come me è nato e cresciuto a Gavorrano negli anni Ottanta e Novanta sa bene che un’intera generazione è stata toccata dalla dipendenza da eroina. Questo dovrebbe spronarci oggi ad essere ancora più accorti nell’affrontare tali temi, che spesso nascondono situazioni sociali che necessitano di attenzione.

Insieme alla difesa del principio di legalità, sul quale non dobbiamo mai arretrare, per non compromettere le regole comuni della convivenza civile, mi preme sottolineare alla cittadinanza tutta di tenere altrettanto fermo il principio della socialità: evitiamo la gara a chi più specula su tale vicenda, inneggiando alle diverse visioni politiche sul controllo del territorio o quant’altro, non facciamoci trascinare dalle troppo facili parole espresse sull’accadimento, in cui a quanto pare tutti sapevano, tutti conoscevano, tutti avevano previsto, tutti immaginavano … solo per enfatizzare un accadimento già di per se tragico, che lascia attoniti, ma che deve spronarci ad essere ancor più coesi ed attenti alle tante, troppe, situazioni critiche della nostra società“.

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