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Cool T, Settimana della Cultura in Toscana, Favilli: “Le guide ancora una volta escluse dal sistema turistico”

La presidente di ConfGuide Grosseto,  Fabiola Favilli, interviene sulla prima edizione di Cool T, la Settimana della Cultura in Toscana: 

La Regione Toscana ha indetto un’iniziativa meritoria, volta a valorizzare la cultura durante l’autunno, da sempre individuato come ottimo periodo per procrastinare la stagione turistica, nonché per accogliere in modo stimolante gli italiani nelle loro città dopo le ferie estive. Cool T: questo il nome dal sentore internazionale e giovanilistico scelto per una serie di eventi che nascono direttamente sui territori, proposte dagli stessi amministratori locali con il fine di valorizzare ciò che c’è di meglio e di nuovo in ogni provincia. Fin qui tutto bello e tutto valido. Se non fosse che, come al solito, le figure professionali deputate a diffondere e valorizzare la cultura in ambito turistico, cioè le guide turistiche e le ambientali, non sono state minimamente né informate né coinvolte nelle iniziative. Questo né a livello regionale, come è emerso dalla riunione di ConfGuide Toscana svoltasi lunedì 6 a Firenze, né a livello locale, in cui nessuna amministrazione comunale ha pensato di mettere in connessione il patrimonio culturale con chi basa la propria attività professionale proprio su di esso. Rammarico ma non rassegnazione da parte delle guide, che vedono passare anno dopo anno senza essere parte del sistema di promozione turistica, di cui a buon titolo dovrebbero essere l’ingranaggio principale. La professionalità, l’esperienza, nonché la sensibilità e la capacità comunicativa delle guide dovrebbero essere infatti percepite come un patrimonio per il territorio, un veicolo indispensabile tra i beni culturali ed ambientali e chi ne fruisce, un moltiplicatore di informazioni e un mezzo per attrarre flussi turistici; purtroppo finora gli amministratori non hanno tenuto in considerazione le nostre figure professionali, spesso ignorando il nostro ruolo e le proposte che talvolta da noi sono state fatte. Ci auguriamo che una maggiore consapevolezza da parte degli enti locali porti ad una fruttuosa collaborazione e che finalmente potremo non sentirci scollegati da chi ci amministra”.

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