Pubblicato il: 11 Dicembre 2014 alle 16:07

Politica

Impianto a biomasse di Campagnatico, Sel: “Nuovo progetto nocivo all’ambiente”

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato del circolo Sel di Campagnatico:

“Ieri abbiamo consegnato all’amministrazione provinciale di Grosseto e, per conoscenza, alle amministrazioni comunali di Campagnatico e di Civitella Paganico, le osservazioni sull’impianto di Ontaneta.

Tale azione nasce dalla nostra volontà di tutelare un territorio ed un ambiente di grande valore che non deve essere messo a repentaglio da iniziative non attentamente pianificate. Come noto, Sel ha una posizione molto favorevole all’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia. In questo contesto anche le biomasse possono essere un materiale interessante a questo obiettivo. Per questo motivo siamo stati favorevoli all’autorizzazione rilasciata dalla Provincia pochi anni fa proprio in loc. Ontaneta, a Campagnatico, per la realizzazione di un impianto che fosse alimentato esclusivamente con il letame dell’adiacente allevamento di bovini. La consideravamo, e continuiamo a considerarla, un’iniziativa virtuosa, nel segno della filiera cortissima e dell’utilizzo di materiale che altrimenti andrebbe smaltito in altro modo.

Quello che invece viene proposto oggi è uno stravolgimento di quell’idea, in quanto, secondo la società proponente, la Marcopolo Engineering Spa, l’impianto deve essere approvvigionato anche da rifiuti organici, tra l’altro provenienti da fuori provincia. Relativamente quindi a tale progetto, definito, appunto ‘impianto di recupero del letame e frazione umida dei rifiuti posto in loc. Ontaneta’ nel comune di Campagnatico, proponente Marcopolo Engineering S.p.A., questo circolo ha formulato alcune osservazioni:

  • destinazione urbanistica. Per quanto riguarda la destinazione urbanistica si denota un evidente contrasto, in quanto impianto già autorizzato trattando solo il letame della vicina azienda agricola è di fatto un’attività connessa all’agricoltura, mentre il nuovo progetto trattando anche la componente organica dei rifiuti si pone come impianto industriale con la conseguente necessità di una previsione urbanistica specifica;
  • disponibilità di Forsu. A nostro avviso, il problema dell’approvvigionamento della Forsu, individuato probabilmente nel bacino di utenza della provincia di Viterbo e della provincia nord di Roma, sia stato trattato in maniera superficiale e non supportata da dati concreti;
  • impatto del traffico sulla viabilità locale. Si ricorda che l’impianto già autorizzato trattava solo letame bovino proveniente dalla contigua azienda agricola zootecnica, il nuovo progetto tratta anche la componente organica dei rifiuti proveniente da un contesto più ampio. A tale scopo dobbiamo considerare in un modo negativo l’impatto del traffico indotto dall’approvvigionamento delle matrici dell’impianto considerando un enorme flusso di mezzi al giorno;
  • vincolistica. Da considerare inoltre il vincolo idrogeologico che insiste in quella zona e il vincolo paesaggistico, dove è previsto il nuovo impianto, caratterizzato da un elevato grado di naturalità. Inoltre, insiste il Sito di interesse comunitario e il nuovo impianto, se venisse autorizzato, comprometterebbe un danno di elevato valore paesaggistico e naturalistico.

Ci auguriamo che questi nostri elementi siano attentamente valutati dagli enti preposti, a partire dalla Provincia e dal Comune di Campagnatico”.

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