Pubblicato il: 15 Luglio 2015 alle 15:45

Politica

Chiusura uffici postali, Sel: “Inaccettabile il comportamento del Governo”

Sulla riorganizzazione degli uffici postali in Toscana il Partito Democratico e i suoi amministratori stanno prendendo in giro i cittadini. Prima delle elezioni regionali era stata la presidente dell’Anci Toscana, Sara Biagiotti, ad annunciare la sospensione del piano di chiusura, puntualmente ripartito neanche un mese dopo il voto, con la sfacciata e disinvolta indifferenza dell’azionista unico di Poste Italiane, ovvero il Governo presieduto da Matteo Renzi. Non è accettabile che un’azienda totalmente a capitale pubblico ignori del tutto i costi sociali e agisca solo sulla base del tornaconto economico: chiederemo un incontro ai Prefetti di tutte le province interessate per sapere come intendano intervenire per supplire a quella che è, a tutti gli effetti, la sospensione di un servizio pubblico“.

Così la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà, Alessia Petraglia, interviene sul piano di chiusura degli uffici postali in Toscana, in questi giorni confermato da Poste Italiane dopo la sospensione dello scorso mese di marzo.

Ancora giace in Senato senza risposta l’interrogazione dello scorso 11 febbraio con la quale abbiamo chiesto al Governo come intendesse intervenire – prosegue la senatrice -. Questo silenzio è emblematico di quali siano le reali intenzioni, nonostante Poste Italiane sia un’azienda in mano pubblica e sia in attivo. In molte località, gli uffici postali svolgono una funzione sociale, oltre ad offrire un servizio pubblico peculiare che deve raggiungere capillarmente tutti i territori. Non siamo soltanto di fronte ad una beffa ai danni dei cittadini, che potrebbero ritrovarsi a percorrere decine di chilometri per spedire una raccomandata, ma ad un indebolimento del tessuto sociale in zone già povere di servizi e difficilmente raggiungibili“.

Proprio ieri, in una partecipata assemblea a Ravi, in una delle località del grossetano che subiranno le conseguenze di questi tagli, i cittadini hanno proposto all’amministrazione di mantenere un servizio almeno settimanale in alcuni locali del Comune – spiega ancora PetragliaQuesto dimostra che da parte delle comunità locali c’è la volontà di confrontarsi e di trovare soluzioni condivise. Lo stesso è accaduto nel Chianti fiorentino e sta accadendo in tante altre località, dove i cittadini e le istituzioni si stanno mobilitando. A sottrarsi al confronto, invece, sono il Governo e l’azienda, del tutto disinteressate alla questione e alle persone. Insieme ai cittadini, chiediamo di incontrare i prefetti e i vertici locali di Poste Italiane, per portare le nostre rimostranze, ma anche le nostre proposte. Nè l’azienda nè il Governo sono immuni da responsabilità: se le assumano davanti ai cittadini e lo facciano con serietà, invece di giocare a nascondino“.

Ancora una volta è la Maremma a pagare a caro prezzo l’ennesimo taglio di servizi essenziali. Sono 16, infatti, gli uffici postali destinati alla chiusura o alla riduzione oraria secondo il piano di tagli di Poste Italiane, in località piccole e servite male che, adesso, dovranno fare i conti con l’ennesima penalizzazione. I Maremmani non sono cittadini di seconda categoria, nè possiamo accettare che a ritenerli tali sia un’azienda ad intero capitale pubblico: Poste Italiane sospenda subito il suo piano scellerato e il Governo apra un tavolo con gli Enti Locali per individuare soluzioni condivise“.

A chiederlo è il coordinatore provinciale di Sel Grosseto, Marco Sabatini.

Insieme alle parlamentari toscane di Sel, l’onorevole Marisa Nicchi e la senatrice Alessia Petraglia, chiederemo un incontro al Prefetto di Grosseto per sapere come intenda intervenire per scongiurare la sospensione di in servizio pubblico fondamentale soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, per gli anziani e per tutti i cittadini che saranno costretti a percorrere chilometri per riscuotere la pensione o ritirare una raccomandata – continua Sabatini. Davanti al vergognoso disimpegno del Governo, proprietario al 100% di Poste Italiane, assistiamo ad una grande mobilitazione delle comunità locali. Proprio ieri, a Ravi, in un’assemblea partecipatissima, abbiamo lanciato la proposta di individuare alcuni locali comunali per ospitare, almeno una volta alla settimana, un ufficio postale oppure di realizzare uffici postali mobili che sopperiscano a queste chiusure. Siamo allibiti di fronte all’inerzia mostrata dal Governo in tutta questa vicenda, mentre già da tempo gli uffici postali hanno perso la loro vocazione di servizio al cittadino per trasformarsi del tutto in istituti di credito e bazar commerciali“.

Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgial, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello Amiata, Talamone: ecco gli uffici postali che chiuderanno del tutto e che taglieranno fuori migliaia di cittadini di serie B. Del resto – conclude Sabatinisottorappresentanta, ignorata, considerata solo quando si tratta di distruggerla con qualche opera scellerata, la Maremma è ormai la Cenerentola della Toscana, che si tratti della Regione o del Governo. Anche per questo vogliamo essere tenaci in questa battaglia, in difesa di un servizio pubblico, della nostra terra, della nostra dignità“.

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