Economia

Second hand e vendite online

L’economia di seconda mano sta vivendo un periodo d’oro e, complice la digitalizzazione degli ordini, ciò che sembrava una forma di scambio trapassata, antica e relegata a periodi storici relativamente difficili per le tasche degli italiani, sta diventando una tendenza sempre più diffusa. Oggi si compra sempre più usato: dalla moda, all’hi-tech alle doggy bag con avanzi di cibo, la sostenibilità ambientale passa anche attraverso l’usato.

La scelta fa parte del più ampio discorso sull’economia circolare, dove vuoi il rincaro del carburante, la preoccupazione per le bollette elettriche e del gas, l’inflazione, vuoi semplicemente la volontà di proteggere il nostro pianeta, c’è sempre più la convinzione che dare nuova vita alle cose, riciclandole, dia una vita nuova o diversa anche al pianeta.

Molti si sono reinventati “venditori” sulle varie piattaforme online, felici di far felice qualcun altro. Certo è che se la tecnologia ha velocizzato le vendite online, è il venditore a dover pensare alla spedizione e al tipo di imballaggio.

L’oggetto acquistato deve arrivare a destinazione in perfette condizioni, per questo è bene munirsi di sacchetti per proteggere e spedire la merce, come quelli presenti sull’e-shop di Rajapack. La linea di Raja di sacchetti e buste in plastica è pensata per soddisfare esigenze di imballaggio diverse, perfette per proteggere le merci da umidità, polvere, urti e agenti atmosferici.

Secondo recenti ricerche, le fasce d’età più coinvolte da questo cambiamento sono i giovanissimi e i 35-44enni, che ammettono di aver acquistato e venduto online cose o indumenti inutilizzati. Sono circa 23 milioni gli italiani attivi sulle piattaforme di second hand, alla ricerca dell’affare o convinti che vendere, anche per pochi euro, ciò che non si usa più sia meglio di buttare le cose, inquinando il pianeta ancora di più.

Le motivazioni alla base di questa scelta sono principalmente due: il risparmio e l’etica. Dai mercatini delle pulci al mercato virtuale il passo è stato breve, partendo dalle piattaforme generaliste, dove è possibile acquistare abiti usati, ma anche libri, cd, prodotti di bellezza.

Ritornando ai dati, sono circa 6 milioni gli italiani che hanno fatto del bene all’ambiente e al proprio portafoglio, vendendo online ciò che avevano negli armadi e nei cassetti. I nuovi sistemi prevedono poi che la commissione sia a carico dell’acquirente, con zero costi per chi vende e una tutela garantita contro le frodi.

Inoltre, proprio l’economia second hand ha dato un forte impulso sia alle vendite online sia ai mercatini, alle fiere, ai negozietti vintage, in cui sempre più persone amano perdersi per ore, immaginando di vivere in epoche lontane.

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