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Antibracconaggio: in Maremma nasce la prima scuola di alta formazione. Ospitate le unità cinofile

Il fenomeno del bracconaggio in Italia ha raggiunto alti livelli di diffusione. I dati raccolti da Legambiente rendono noto che ogni giorno le Forze dell’ordine registrano 20 infrazioni, 16,5 sono le persone denunciate e 6,9 i sequestri per questi reati. Per il lupo il bracconaggio rappresenta la prima causa di morte, i rapaci sembrano essere le prede preferite dai bracconieri delle regioni del Sud, mentre i piccoli uccelli vengono spesso catturati dalle reti poste illegalmente nei boschi del Nord Italia, ma anche i caprioli, i cervi e tutti gli ungulati sono vittime ambite dai cacciatori di frodo.

Per proteggere i lupi, gli orsi, i rapaci e le altre specie protette in Italia, nasce Safa: la prima Scuola di alta formazione antibracconaggio per unità cinofile e vigilanza volontaria di Legambiente in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, in partnership con Enci e con il patrocinio di Federparchi.

L’obiettivo è la realizzazione delle prime unità cinofile antibracconaggio specializzate in tracking (rilevare e seguire la traccia sul terreno), trailing (rilevare e seguire il cono d’odore in aria) e detection (ricercare e rilevare sostanze organiche e inorganiche). Dal 25 al 28 gennaio, i conduttori cinofili con i loro cani saranno ospitati al centro “Il Girasole” di Legambiente a Rispescia, dove torneranno in alcune delle fasi successive di formazione che si concluderà a novembre 2018.

I dati degli ultimi anni sul bracconaggio dimostrano che c’è sempre più bisogno di azioni mirate per proteggere specie selvatiche simbolo della conservazione della natura – afferma Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente –, siamo quindi onorati di ospitare le prime unità cinofile italiane antibracconaggio, un percorso di formazione di altissimo valore. Il centro ‘Il Girasole’ non poteva essere più conforme agli intenti della Scuola di alta formazione, in quanto ospita la zona di protezione lungo le rotte migratorie (Zpm Enaoli Rispescia) e si trova anche in linea con il ‘Piano d’azione nazionale contro il bracconaggio sull’avifauna’ da poco adottato in Italia”.

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