Costruzioni, i sindacati proclamano lo sciopero generale: “Settore in ginocchio e snobbato dal Governo”

La Grosseto-Siena, la Tirrenica, una politica straordinaria di manutenzioni, interventi sul dissesto idrogeologico, ristrutturazione e riqualificazione delle periferie, lo stop agli incentivi come energia rinnovabile della geotermia. Potremmo continuare e la lista sarebbe lunga. La provincia di Grosseto sconta un’inaccettabile isolamento infrastrutturale, unita al fatto che alcune aree della nostra provincia sono in enorme difficoltà per il mantenimento dell’occupazione“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Gianni Bracciali, segretario generale della Fillea Cgil di Grosseto.

“I cantieri vanno sbloccati – spiega Bracciali -. Dal 2010 al 2018, i posti di lavoro persi nella nostra provincia sono circa 3000, solamente per gli appalti sopra menzionati se ne sono persi 500 e altri 200 sono a rischio. Questa indecisione politica, unita alle campagne elettorali permanenti, oramai da mesi, assistiamo al teatrino della politica italiana e in primo luogo l’attuale Governo, che non riesce a dare seguito alle decisioni prese nel tempo”.

“Il 15 marzo in piazza del Popolo, a Roma, le tre federazioni di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, chiederanno la convocazione di un tavolo al Ministero delle infrastrutture per decidere la priorità di intervento e lo sblocco delle opere già programmate e quasi completamente finanziate. Chiediamo inoltre una modifica del codice degli appalti che vada incontro alla qualità del lavoro e delle imprese, rafforzando il meccanismo del Durc con la congruità del costo della manodopera e il rispetto dei contratti collettivi di categoria – termina Bracciali -. In tutta questa incertezza, si aggiunge il fenomeno dei ‘nonni’ sui cantieri, è inaccettabile che non si riesca a trovare sistemi flessibili di uscita per tutti quei lavoratori edili che, vicini ai 70 anni, sono costretti a continuare di un lavoro gravoso e usurante prima di trovare una pensione dignitosa con un notevole aumento delle malattie professionali e infortuni“.

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