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Venator, i lavoratori proclamano lo sciopero: “No all’esubero di altri 41 dipendenti”

I lavoratori della Venator hanno indetto uno sciopero di otto ore per domani, venerdì 23 settembre. Lo hanno stabilito i dipendenti dell’azienda durante un’assemblea straordinaria, che si è tenuta oggi pomeriggio a seguito dell’avvio della “Procedura di riduzione del personale” che prevede per la fabbrica l’esubero di 41 lavoratori, che si andrebbero ad aggiungere ai 17 già mancanti dalla organizzazione del lavoro, per le varie uscite registrate negli ultimi mesi.

Questo porterebbe a una riduzione totale di 58 dipendenti – spiega la Rsu di Venator, che riunisce varie sigle sindacali – e si tratta di un fatto inaccettabile, anche perché non va a incidere solo sulla nostra azienda, ma anche sul futuro di tutti i lavoratori delle ditte appaltatrici, che subiranno riduzioni del personale proporzionali, con conseguenze economiche e sociali terribili per loro stessi e per le loro famiglie”.

Per questo motivo i lavoratori hanno indetto, già da oggi, il blocco totale di tutti gli straordinari e hanno stabilito che gli interventi di reperibilità siano fatti solo per motivo di sicurezza. Contestualmente hanno proclamato per domani, venerdì 23 settembre, uno sciopero di otto ore per i giornalieri e di otto ore per il turnisti. Alle 8 di domani mattina, inoltre, i lavoratori si incontreranno davanti ai cancelli dell’azienda scarlinese per manifestare il proprio dissenso e fare una nuova assemblea, necessaria per stabilire le azioni future.

Il commento dei sindacati

«Troviamo – sottolineano i segretari generali dei sindacati, Monica Pagni (Cgil), Katiuscia Biliotti (Cisl), Federico Capponi (Uil) e Giuseppe Dominici (Ugl) – davvero grave, poco comprensibile e inopportuno il tempismo di Venator Italy srl nel fare un passo di questo genere nel momento in cui è aperto un dialogo di merito con la Regione Toscana sul piano politico e tecnico, per garantire la salvaguardia delle matrici ambientali e la sostenibilità sociale e occupazionale del ciclo produttivo aziendale. Tanto più alla luce del fatto che nell’incontro tenuto in Venator ad agosto le confederazioni avevano chiesto un ulteriore incontro all’azienda per approfondire i dati di previsione del periodo e della misura di riduzione transitoria dell’attività produttiva anche in termini di ricadute sull’indotto delle attività in appalto.

E’ inaccettabile che un’azienda delle dimensioni e dell’importanza di Venator si ostini a sottrarsi al confronto sindacale muovendosi unilateralmente con scelte incomprensibili che ricadono pesantemente sui livelli occupazionali del territorio, a partire dai dipendenti diretti, e senza assumersi nessuna responsabilità nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori delle ditte ed aziende, a partire da Nuova Solmine, la cui produzione è strettamente legata a quella di Venator, e a quelle che al suo interno operano in attività di manutenzione, logistica e trasporti, pulizie industriali, mensa.

Una scelta che non poteva che provocare la reazione drastica da parte dei lavoratori, con l’indizione dello sciopero che nei prossimi giorni potrà estendersi a tutte le aziende che operano nel sito».

Il verbale dell’assemblea

Ecco il verbale dell’assemblea dei lavoratori:

“La Rsu ha indetto l’assemblea straordinaria odierna a seguito dell’avvio della ‘Procedura di riduzione del personale”, che prevede per la nostra fabbrica l’esubero di 41 lavoratori, oltre ai 17 già mancanti nella OdL per le varie uscite avute negli ultimi mesi. Questo porterebbe ad una riduzione totale di 58 dipendenti. La Rsu ritiene INACCETTABILE la richiesta dell’azienda per varie motivazioni:

  • l’attuale crisi industriale è stata determinata da gravi errori gestionali e strategici della direzione aziendale, più volte e invano denunciati dalla Rsu e per i quali si chiede oggi di farne pagare le conseguenze ai lavoratori;
  • l’atteggiamento dell’azienda nell’aver avviato la suddetta procedura in maniera unilaterale, disattendendo gli impegni presi con la Rsu nell’incontro del 5 agosto (alla presenza delle segreterie di categoria e territoriali), mirati alla collaborazione e ricerca di soluzioni condivise;
  • non ci sono differenze occupazionali per la marcia a due o tre linee di produzione, come condiviso con l’azienda nei momenti difficili del passato;
  • è vergognoso che in un momento così difficile, dove si propone un taglio del personale, siano stati fatti tre nuovi dirigenti e si sprechino risorse per due consulenti nella funzione HR, chiamati a sopperire alle incapacità dei manager presenti in azienda e di fatto esternalizzando le relazioni sindacali;
  • la direzione aziendale si sta muovendo in direzione opposta agli impegni assunti nell’Accordo volontario del 2015 tra Regione, Provincia, Comuni e organizzazioni sindacali, dove si impegnava al mantenimento dei livelli occupazionali e a creare le condizioni per l’aumento degli organici;
  • la Venator sta cavalcando una crisi temporanea per fare una riduzione strutturale dell’organico, da anni nelle sue mire e puntualmente respinta dalle varie Rsu. La procedura avviata dalla Venator non sembrerebbe rispettare la norma prevista per la riduzione del personale, in quanto le ragioni che determinano i licenziamenti devono essere legate ad una riduzione delle attività non transitoria, ma definitiva, per questo abbiamo incaricato un legale per capire se le motivazioni aziendali hanno un fondamento oppure no.

A causa dei punti sopra descritti, la Rsu indice da oggi il blocco totale di tutti gli straordinari e che gli interventi di reperibilità siano fatti solo per motivi di sicurezza.

Si proclama uno sciopero di 8 ore per i giornalieri e 8 ore per il primo/secondo e terzo turno nella giornata del 23 settembre 2022.

I lavoratori si ritroveranno alle 8:00 davanti ai cancelli della fabbrica per manifestazione e assemblea sindacale”.

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