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Savoia Cavalleria: il presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria incontra i soci

Riconsegnato lo stendardo del reggimento spagnolo “Guadalaxara”

Questa mattina, si è tenuta, presso la caserma intitolata al Gen. C.A. Beraudo di Pralormo, una riunione dell’Associazione nazionale Arma di Cavalleria alla presenza del presidente nazionale Gen. C.A. (ris.) Paolo Gerometta.

Accolti dal 105° Comandante del Savoia Cavalleria, Colonnello Domenico Leotta, i soci hanno salutato il trisecolare stendardo del reggimento e successivamente deposto una corona per rendere un deferente omaggio a tutti i Cavalieri di ogni tempo che hanno perso la vita, in Italia e all’estero, per costruire, difendere e diffondere i grandi valori della Patria.

“L’incontro continuato nei locali dell’allestimento museale del reggimento ha visto il presidente nazionale prendere la parola e, dopo aver salutato tutti gli intervenuti, sottolineare come il suo primo pensiero, all’atto della nomina a presidente, è stato quello di ripartire proprio da Grosseto, rendendo omaggio allo stendardo sotto il quale ha orgogliosamente servito come Comandante – si legge in una nota del Savoia Cavalleria -. Nel suo discorso ha fatto particolare riferimento al futuro dell’Anac, prendendo spunto dall’eterno e quanto mai attuale motto ‘Non ristare’: ‘In questo momento difficile, in cerca di una ripartenza generale il nostro futuro, è quello di essere un’associazione duale: da una parte dobbiamo essere un’associazione d’Arma e dall’altra un associazione di promozione sociale proiettata al domani, all’esterno e svolgere il nostro ruolo di congiunzione tra il mondo militare e il mondo civile…. Io vedo l’Associazione nazionale come il ‘reggimento Cavalieri d’Italia’, con una serie di squadroni che sono le varie sezioni sul territorio nazionale, ma questi squadroni devono essere i sesti squadroni di tutti i reggimenti in vita, delle nostre Brigate e della nostra scuola, mettendosi a loro disposizione… Grosseto è un chiaro esempio di questa sinergia, le numerose attività che vengono qui svolte mi hanno permesso di comprendere meglio l’importanza di questo discorso‘”.

Nell’occasione un pezzo di storia è rientrato nelle fila del Savoia Cavalleria, alla presenza delle autorità locali e dei benefattori che hanno contribuito, a titolo gratuito, a rendere possibile questo progetto: la dottoressa Concita Vadalà, restauratrice fiorentina, ha riconsegnato lo stendardo del reggimento spagnolo “Guadalaxara”, preda di guerra conquistata dal reggimento nella battaglia di Camposanto del febbraio 1743, al termine di un delicato lavoro di restauro.

Il Colonnello Leotta, ha spiegato, agli intervenuti, l’importanza rappresentata dall’iniziativa che, oltre a permettere il recupero del manufatto, è un ulteriore testimonianza dello stretto legame che si è instaurato nel corso degli anni con la città ed i suoi abitanti. Ringraziamento particolare al Gen. B. (aus.) Alessandro Pasquariello, già Ufficiale del Savoia Cavalleria, presidente della sezione locale dell’Anac, nonché consigliere nazionale della Toscana, fervente promotore del progetto, il quale ha rappresentato il collegamento fondamentale tra il reggimento e la cordata di benefattori grossetani, tra cui, oltre alla stessa sezione Anac, figurano: Camarri, Cielo Verde, Clodia commerciale, Conad, Elettromeccanica Moderna, Lyons Club, Edi grafica Italia, Oag industries, studio commerciale associato Pucci-Bartoletti, Ordine dei Dottori commercialisti e esperti contabili, Ticci antiquariato.

Lo stendardo di “Guadalaxara”, dalle importanti dimensioni (253 cm x 220 cm), ha visto interventi su tutta la superficie: sul tessuto di fondo in gros di seta bianca, sull’ermisino di seta rossa delle decorazioni e sui ricami di filati policromi.

“Il terzo reggimento Savoia Cavalleria, che dal 2017 vanta la cittadinanza onoraria del capoluogo della terra di Maremma, rappresenta concretamente un’opportunità per la comunità, un centro di cultura e storia dal quale attingere e con il quale condividere le emozioni del passato, dal periodo preunitario fino ai giorni nostri, scorrendo le pagine cariche di episodi – termina la nota, volti e testimonianze concrete, arricchendo il cuore e la mente di quanti vi entrano in contatto”.

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