Politica

Verso le Regionali, le Sardine: “Serve centrosinistra unito per battere la destra e valorizzare la Maremma”

In Toscana ed in Maremma il movimento delle Sardine, in questi sei mesi, ha costruito un percorso di partecipazione condiviso ed inclusivo, anche se il blocco forzato dovuto alla pandemia da Covid-19 ha limitato molto le presenze in piazza, luogo di aggregazione principale per un movimento come quello delle Sardine“.

A dichiararlo, in un documento presentato all’evento “- Selfie + Politica”, sono le Sardine di Grosseto.

“Il manifesto valoriale sviluppato dalle 6000 Sardine allontana da una dimensione prettamente politica del ruolo delle Sardine per spingerci verso quella che è la nostra vocazione: influenzare il mondo della politica su temi etici e valoriali – continua il documento -. La vittoria alle regionali in Emilia Romagna e l’argine ad una destra sempre più sovranista, populista e anti europea, per questo estremamente pericolosa e divisiva, ha dimostrato cosa sono e come la pensano le Sardine. Definirsi Sardine significa soprattutto riconoscersi nei valori fondanti della nostra Costituzione, nei punti valoriali del nostro manifesto, nel modo generoso di fare politica e metterci la faccia senza chiedere né ottenere vantaggi, senza strillare o provare a dividere il campo dei nostri naturali interlocutori“.

“Oggi, più che mai, si sente l’esigenza e l’urgenza di un fronte unito e compatto del centrosinistra, ancorato ai valori dell’europeismo e del solidarismo, per rispondere al tentativo leghista e delle destre di occupare altre regioni. Da qui l’invito agli elettori maremmani a non cedere ai tentativi della destra a trazione leghista, con la richiesta ai partiti e politici del centrosinistra di fare uno sforzo unitario per contrastare questa iattura – prosegue il documento -. Ci rediamo conto delle dinamiche politiche e partitiche che stanno portando il fronte antisovranista a presentarsi diviso all’appuntamento di settembre, ci sarebbe ancora tempo, ma non sappiamo se ci sia la volontà per superare gli egoismi e le divisioni per evitare di correre il rischio di regalare, per nostre incapacità, la Toscana alla peggiore destra di questo Paese che si presenta con una candidata molto ‘rappresentativa’ delle loro peggiori istanze. I cittadini toscani e maremmani non ce lo perdonerebbero mai“.

“In assenza di una posizione unitaria delle forze di centrosinistra, non prenderemo posizione a favore di questa lista o quel candidato in vista del prossimo appuntamento delle regionali toscane ma, rispettando il nostro manifesto valoriale, ci sentiamo di fare comunque un appello – continua il documento -. Allora l’invito è a tutti gli attori del campo del centrosinistra e al loro senso di responsabilità per una campagna elettorale fatta di programmi e di aperture alla società civile, ai territori e alle piazze, per attivare le migliori energie di questa regione e delle sue comunità. Nessuna esclusa. In questo quadro, vanno costruttivamente considerate le questioni importanti per la nostra regione e sentite fortemente dalle persone: la sanità, la questione ambientale, il buon governo del territorio, il regionalismo differenziato e le sue conseguenze, lo smaltimento dei rifiuti, i trasporti, i beni comuni, i diritti sociali e la partecipazione, il lavoro e le politiche di welfare, la cultura e il turismo, la parità di genere, la lotta alle violenza fisica e verbale contro i diversi, le fasce più deboli”.

“Il tema della salute è tornato prepotentemente prioritario in questo nostro Paese durante la pandemia e, nonostante i ritardi, al Governo ed alla Regione Toscana riconosciamo di aver reagito diligentemente. E’ urgente ora passare ad una visione sanitaria territoriale diffusa investendo decisamente e senza retorica sulla territorialità per dare risposte ai bisogni di salute e fare vera prevenzione primaria – continuano le Sardine -. La Maremma grossetana è la provincia toscana a più bassa densità abitativa, 221.000 abitanti su oltre 4.500 kmq, investire solo sugli ospedali centrali, sguarnendo la sanità territoriale della zone collinari e di montagna (come fatto in questi anni) risponde spesso a logiche di efficienza economica, ma a scapito della garanzia a tutti i cittadini di servizi sanitari di qualità equivalente anche nell’accesso alla medicina specialistica ed alle funzioni di prima assistenza di prossimità. Nessuna chiusura o riduzione funzionale di strutture sanitarie esistenti ma apertura di nuovi punti di assistenza sanitaria e potenziamento nei servizi in quelle esistenti.

“In una realtà come la nostra, caratterizzata da una pesante mancanza di industria e concentrata sull’agricoltura e sul turismo, settori che creano lavora stagionale e non qualificato anche se esprimono una discreta qualità e che in queste condizioni non rappresentano un volano per una occupazione seria e stabile che consenta ai giovani di rimanere e di trovare una collocazione, di muoversi in una realtà lavorativa e imprenditoriale dinamica, mentre le imprese private più importanti producono chimica e la tanto decantata Maremma-paradiso-naturale non ha ancora fatto i conti con i siti inquinati da bonificare – continua il documento -. Mentre l’agricoltura stenta ad abbandonare l’uso dei prodotti fitosanitari, con i nostri bravissimi agricoltori poco aiutati a competere realmente, e la produzione di energia alternativa, per come è fatta ci lascia perplessi e allarmati, noi crediamo che sia arrivato il momento di dare un volto nuovo a questa provincia, di iniziare a volare verso lidi più alti, di abbandonare la logica delle seconde case collegate alla presenza del mare, di pensare a strutture in grado di offrire lavoro di qualità, stabile e qualificato, di dare un senso a questo territorio creando le condizioni per farlo diventare punto di riferimento culturale scientifico per un diverso modo di coltivare, luogo sperimentale per affrontare i cambiamenti climatici e dell’agricoltura eco-compatibile“.

“Dare un senso all’abitare qui sentendosi finalmente comunità e non una sommatoria di situazioni e di Comuni. La Maremma si deve caratterizzare tutta insieme e trovare una collocazione nell’ambito della Toscana esaltando le sue caratteristiche e risolvendo i problemi atavici che si porta dietro perseguendo un modello di sviluppo diverso che permetta una crescita economica e culturale di chi ci abita, diventando terra sperimentale per pensare cose nuove, utilizzando i saperi che le Università toscane sanno esprimere. Dobbiamo utilizzare le risorse che stanno arrivando e collegarci all’Europa. Chiediamo alle forze progressiste toscane di rappresentarci e di permetterci di entrare nel nuovo mondo che si sta proponendo partendo dalle risorse territoriali e umane che ci caratterizzano. Vogliamo tornare a volare. Lottare contro i populismi e i sovranismi per costruire un mondo diverso dove alla base di tutto ci sono le relazioni umane e il contatto intelligente con la natura – termina il documento -. Le Sardine non sono un partito e non hanno liste elettorali da presentare, non conta il simbolo, la bandiera, la maschera che si indossa, ma l’azione che ciascun individuo intraprende concretamente nella propria comunità per la tutela del bene comune, della dignità umana e del benessere collettivo“.

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