Home Costa d'argento Ospedale San Giovanni di Dio, la Regione: “Previsto un rilancio degli investimenti”

Ospedale San Giovanni di Dio, la Regione: “Previsto un rilancio degli investimenti”

I commissari hanno visitato le strutture e hanno tenuto un lungo confronto

di Redazione
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Orbetello (Grosseto). Tappa a Orbetello per la III Commissione sanità della Regione Toscana che prosegue nella zona Colline dell’Albegna le visite negli ospedali della Asl Toscana sud est in provincia di Grosseto.

Dopo il Misericordia di Grosseto e il Sant’Andrea di Massa Marittima, da dove è partita circa un anno fa la serie di visite su tutto il territorio regionale, questa mattina il presidente della Commissione Enrico Sostegni, insieme al vicepresidente Andrea Ulmi e alla consigliera Donatella Spadi, ha visitato alcuni dei principali setting dell’ospedale San Giovanni di Dio nella città lagunare. Punti di forza, criticità, aree da migliorare e innovazioni, confronto aperto con professionisti e amministratori del territorio, i cardini su cui si è articolato l’incontro.

“L’attenzione che ormai da molti mesi la Commissione sta dedicando alle diverse realtà locali della sanità regionale, recandosi nelle strutture e confrontandosi direttamente con gli operatori che mandano avanti le attività di cura, rappresenta un valore aggiunto per tutti noi, operatori e cittadini – dichiara Antonio D’Urso, direttore generale della Asl Toscana sud est -. Il gesto è ancora più apprezzabile quando si tratta di ospedali di prossimità, riferimento, come nel caso del San Giovanni di Dio, di aree geograficamente complesse, caratterizzate da una bassa densità abitativa e da una popolazione mediamente anziana. Avere in ascolto la Commissione significa avere l’opportunità di fare il punto in tempo reale sul contesto attuale dell’ospedale e dei servizi sul territorio, tenendo sempre presente la necessità di un loro potenziamento, al fine di renderli anche maggiormente attrattivi per medici e operatori sanitari e quindi avere ulteriore garanzia di soddisfare a pieno i bisogni di salute dei cittadini. Ringrazio a nome di tutta la direzione aziendale e del personale Asl il presidente Sostegni e l’intera Commissione per il tempo condiviso, per la sensibilità dimostrata e per aver deciso di ‘metterci la faccia’, mostrandosi a disposizione del personale e di coloro che portano le istanze dei cittadini, nell’ascolto e nell’analisi degli specifici contesti che richiedono interventi diversificati. I momenti di confronto sono sempre occasione di crescita”.

Accompagnati dal direttore Generale Antonio D’Urso, dalla direttrice Sanitaria Assunta De Luca, dalla direttrice amministrativa Antonella Valeri, dal direttore di presidio Massimo Forti e dalla direttrice di zona Colline dell’Albegna, Roberta Caldesi, i membri della Commissione hanno iniziato il giro dall’Unità funzionale Consultorio, per poi visitare farmacia ospedaliera, ambulatori vaccinali, percorso nascita, Pediatria, Pronto soccorso.

Punti di forza

Tra i servizi di maggiore rilevanza, da considerare punto di forza dell’ospedale, la Medicina interna, riferimento per i ricoveri di area medica dei residenti della zona distretto delle Colline dell’Albegna in un’ottica di rete con lo stabilimento ospedaliero di Pitigliano, dove è stato attivato il “progetto Pitigliano” fase 1 e fase 2, grazie al quale è stata definita una nuova architettura dell’ospedale Petruccioli secondo il modello di ospedale di prossimità. È ormai consolidata da parte dei medici internisti una gestione del percorso assistenziale dei pazienti nel post ricovero attraverso la presa in carico degli stessi con ambulatori dedicati. Tale modalità organizzativa permette, in collaborazione con i medici di medicina generale, di garantire la continuità di gestione del paziente attraverso i necessari controlli, al fine di evitare successivi accessi impropri al pronto soccorso e ricoveri ospedalieri.

Altro aspetto positivo, ribadito più volte anche durante il confronto con i professionisti, risulta essere l’integrazione ospedale-territorio, qui già ampiamente sviluppata grazie alla collaborazione tra sistema ospedale e sanità territoriale con il supporto dei medici di medicina generale, fronte essenziale all’equità di accesso ai servizi in un’area geografica caratterizzata da estrema dispersione e difficili collegamenti.

Criticità

Tra le criticità principali emerge nettamente la difficoltà di reperire professionisti sanitari, in particolare in Pronto Soccorso, Radiologia e Terapia intensiva. La mancanza generalizzata di specialisti nel panorama attuale nazionale, a cui si somma la scarsa attrattività degli ospedali di prossimità agli occhi dei medici, ha determinato nel corso degli ultimi anni un progressivo depauperamento di risorse, a cui non è stato possibile far fronte con assunzioni da graduatorie concorsuali, nonostante l’Azienda abbia messo in atto ogni soluzione percorribile. Attualmente, è attivo un modello organizzativo che copre tuttavia la turnazione di professionisti tramite la rete ospedaliera grossetana e il ricorso ad attività incentivanti.

“Per sopperire alla mancanza di medici, ritengo che vada giocata un partita su due fronti, quello degli incentivi economici e quello della valorizzazione della professionalità – prosegue D’Urso. Tutto ciò che era in nostro potere dal punto di vista economico, lo abbiamo messo in campo. Alla luce di quanto fatto, dobbiamo ‘reinventare’ il sistema, ovvero acquisire la capacità organizzativa propria di ogni struttura che impara ad adattarsi e a rimodularsi sulla base dei cambiamenti della società. Nelle strutture Asl delle Colline dell’Albegna sono stati effettuati investimenti sostanziali, anche da fondi Pnrr, basti pensare alle nuove tecnologie introdotte come i due macchinari telecomandati per Radiologia di Orbetello e di Pitigliano, la realizzazione delle strutture della sanità territoriale come Cot e le Case della Comunità (tre nella sola zona Albegna), gli ospedali di comunità. Tale impegno e attenzione da parte nostra sono il segno chiaro della volontà di continuare a valorizzare gli ospedali di prossimità, non di depotenziarli. Come direttore generale della Sud est sono orgoglioso dei professionisti che qui lavorano perché si evince il loro radicamento nel territorio e quindi il loro impegno a dare il meglio per questa comunità”.

Progettualità

Importanti investimenti nella struttura da fondi Pnrr. In parte destinati alla realizzazione dei locali che ospiteranno le Cot, in fase di realizzazione, come previsto dal DM 77/22.

Il San Giovanni di Dio è al centro di interventi di adeguamento anti-sismico e antincendio e di interventi di riqualificazione energetica previsti dal Piano di efficientamento energetico aziendale del 2022, miranti a garantire performance migliori a fronte di una riduzione dei costi, necessaria ad impiegare le risorse in settori più direttamente legati all’erogazione di prestazioni e servizi. Circa 830mila euro l’importo dei lavori di efficientamento energetico in programma nella Colline dell’Albegna, riguardanti la realizzazione e messa a punto di impianto fotovoltaico, progetto Illumination, efficienza energetica, co-generatore per l’ospedale di Orbetello. Questi interventi saranno utili a ridurre il fabbisogno energetico di 160 Tep/anno e l’emissione di CO2 pari a 445 tonnellate/anno.

Previsto un intervento di espansione e ammodernamento del Pronto Soccorso, al fine di rendere più funzionale e fruibile l’accesso agli ambulatori e alle stanze dedicate all’Osservazione Breve.

“L’obiettivo delle visite della Commissione è andare a vedere il funzionamento dei presidi e incontrare i lavoratori, i sindaci e i rappresentanti dei cittadini. Per svolgere il nostro ruolo di controllo e programmazione come Commissione regionale sanità, questi sono momenti determinanti di confronto che ci restituiscono in maniera più puntuale la realtà operativa di queste strutture – spiega il presidente Sostegni A conclusione di questa giornata, l’impressione complessiva dello stato della sanità in questa zona è positiva con professioni molto motivati. Di grande rilevanza il lavoro di integrazione con il territorio già in atto, modello da replicare in tutta la Regione, che si concretizza nel rapporto continuativo e fattivo tra i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri per indirizzare al meglio il cittadino nel percorso di cura. Anche qui, purtroppo, persiste la criticità, ormai di livello nazionale, di individuare i professionisti. Regione e Asl condividono la volontà di proseguire negli investimenti, ma serve anche uno slancio al rinnovamento alla luce delle nuove risorse a disposizione, ripensando il ruolo del personale sanitario per una migliore valorizzazione. Come Commissione sanità della Regione, restiamo a disposizione e in ascolto delle istanze e dei bisogni dei professionisti e della popolazione, in un’ottica di dialogo aperto”.

Sono molto orgoglioso di questa giornata, è stato un confronto interessantissimo – dichiara il vicepresidente della commissione Andrea Ulmi –. Gli operatori hanno dialogato con grande forza d’animo, confrontandosi con le criticità che la sanità presenta. Siamo impegnati a sopperire alle mancanze sia di personale che di risorse”.

Donatella Spadi, componente della commissione, ha evidenziato i molti aspetti positivi. Riguardo alla difficoltà di reperire medici, ha ribadito la sua convinzione, espressa anche attraverso una mozione approvata dal Consiglio regionale, “che sia necessario il superamento del numero chiuso a medicina”.

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