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Decreto Semplificazioni, emendamenti in Senato. Berardi: “Ecco il nostro impegno per una scuola migliore”

Settimana di slittamento lavori sul Decreto semplificazioni al Senato che, invece di semplificare i lavori parlamentari, ha complicato il dibattito tra maggioranza e opposizione.

Il provvedimento, pensato per sburocratizzare la vita a cittadini ed imprese, è diventato un decreto “omnibus” che tratta non solo dell’annosa questione delle trivelle, ma si occupa dalla proprietà delle farmacie alle licenze dei tassisti, dai rifiuti alle concessioni balneari.

Le novità presentate dal senatore azzurro Roberto Berardi e dalla senatrice Barbara Masini, se approvate, andranno ad arricchire il Decreto semplificazioni, il ddl n. 989 già approvato alla Camera. Queste riguardano i dirigenti scolastici, il precariato ed altri temi centrali per il miglioramento dell’offerta formativa rivolta alle nuove generazioni.

Approvare questi emendamenti significherebbe legiferare a beneficio della scuola, di coloro che vi prestano servizio e degli alunni e studenti che la frequentano“, commenta il senatore di Forza Italia Roberto Berardi.

Incalza e prosegue la senatrice Barbara Masini: “La scuola ha bisogno urgente di nuovi presidi ed insegnanti, ma anche di docenti specializzati sul sostegno, considerando gli oltre cinquantamila attuali posti vacanti, oltre ai precari storici curricolari da collocare in ruolo. Se non interverremo noi legislatori con questi provvedimenti, su molte questioni aperte ed irrisolte lo faranno i Tribunali”.

Il Decreto dovrà essere convertito entro il 12 febbraio.

Nel dettaglio, ecco gli emendamenti presentati:

  • stabilizzazione dei 500 dirigenti scolastici che hanno superato la procedura concorsuale riservata di cui alla legge 107/2015 e, nel contempo, la partecipazione alla stessa di tutti gli altri ricorrenti contro il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta, prima che si pronunci la stessa Corte costituzionale nel prossimo mese di aprile. In questo modo si estenderebbe la procedura riservata facendo però cadere le differenze di trattamento sancite dalla norma sotto scrutini;
  • riapertura delle graduatorie ad esaurimento, le cosiddetto GaE, “con decreto del ministro dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca da emanarsi entro il 30 giugno 2019, dando in questo modo la possibilità al personale interessato di presentare apposita domanda“, sempre se tali docenti, anche appartenenti al personale educativo, siano “in possesso di abilitazione, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l’anno s.olastico 2001/2002 e il diploma tecnico professionale”;
  • ammissione in sovrannumero al corso Tfa sostegno di tutti i docenti risultati idonei “a seguito di superamento del concorso ordinario“, creando in tal modo i presupposti per la partecipazione al corso specializzante nella didattica da attuare per gli alunni disabili, il cui numero risulta ormai da diversi anni consecutivi in crescita esponenziale.;
  • riserva del 50% (incrementando quindi il 10% già previsto) dei posti del concorso a cattedra da assegnare ad insegnanti precari con almeno 36 mesi di servizio svolto;
  • nuova valutazione dei dirigenti scolastici da effettuarsi “con le stesse modalità previste per i dirigenti dell’Afam, delle Università e della Ricerca confluiti nella stessa Area Istruzione e Ricerca di cui all’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritta il 13 dicembre 2018 per il Triennio 2016-2018. Conseguentemente entro 180 giorni dall’approvazione della presente legge è emanata dal Ministro dell’istruzione e della Ricerca una Direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici nel rispetto di quanto già disposto dall’articolo 1, comma 93 della legge 13 luglio 2015, n.107. Conseguentemente, a partire dal 1º settembre 2019, cessa di aver efficacia la composizione del nucleo di valutazione previsto dal successivo comma 94, dell’articolo 1 della suddetta legge“.
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