Rifondazione Comunista: “Il recapito della posta in Maremma è al tracollo”

Ci ritroviamo nella condizione di dovere tornare sulla questione postale in provincia“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Maurizio Buzzani, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.

“I lavoratori postali ci informano che anche i centri postali più virtuosi, come Grosseto, Follonica, Orbetello seguono la china dei centri periferici delle zone rurali e montane, in pratica siamo davanti al tracollo dell’organizzazione del servizio di recapito della corrispondenza a giorni alterni introdotta recentemente anche nella nostra provincia – continua la nota -. Ci viene segnalato che ormai i lavoratori, ridotti di ben 50 unità dall’introduzione del nuovo modello organizzativo e annichiliti dai carichi di lavoro conseguentemente raddoppiati, agiscono e operano come dei ‘pugili suonati’ posti di fronte ad un avversario inarrivabile. Le ore di straordinario si sprecano per smaltire la posta giacente non consegnata e i pacchi in esponenziale aumento si sprecano, ma senza offrire soluzione di continuità”.

“I lavoratori postali, che hanno trovato nel nostro partito una cassa di risonanza ai loro drammi professionali, ci tengono a sottolineare quest’ultimo aspetto delle ore straordinarie, in quanto sostengono che nella nostra provincia le ore di extralavorative erano prima dell’introduzione dei giorni alterni un tabù: non servivano stando alla dirigenza – sottolinea Buzzani -. Invece necessitavano anche prima ma, usando un eufemismo, per concederle la dirigenza te le faceva ‘sudare’. Cambiando registro, in poche parole, ora, è tutto un chiudere buchi e voragini che si spalancano ovunque a colpi di prestazioni extra, spesso offerte gratuitamente dagli stessi lavoratori che in preda ad uno strano, ma indotto ‘stato di senso di colpa’ si trattengono in ufficio per preparare le gite di consegna della posta del giorno dopo, intimoriti dal clima interno, sospeso sul filo delle crisi isteriche, dominato dalle sanzioni disciplinari, ingarbugliato dalle battagli intestine della dirigenza, e, sopratutto dai ritmi di lavoro divenuti insostenibili che fanno sbandare le fila dei pochi portalettere in sevizio, compresi i giovani precari“.

Aumento degli infortuni, malattie, insicurezza, unitamente a disservizio pubblico dominano la scena – continua il comunicato -. Un’altra cosa che porta rabbia ai lavoratori postali in un contesto come descritto sopra è che oltre al danno vi sia la beffa: alludono alle innumerevoli campagne pubblicitarie che Poste italiane Spa promuove su tutti i mezzi d’informazione, dove sembra che ogni tre per due Poste assuma personale a centinaia se non migliaia di unità. Siamo costretti a portare chiarezza e informazione; la stessa chiarezza e informazione che da oltre tre anni, ci teniamo a dirlo, rivolgiamo per conoscenza ai nostri sindaci, in una costante informativa sul tema in questione. Questo nostra azione divulgatrice al fine ci ha dato ragione, in quanto al contrario del mondo politico, istituzionale, e soprattutto sindacale, colpevole quest’ultimo di avallare accordi deleteri per i postali, ma soprattutto per le comunità territoriali, i sindaci sono state le uniche figure pubbliche intervenute sul tema postale concretamente, annunciando l’intenzione di promuover una azione legale contro Poste Italiane Spa, per interruzione di pubblico servizio, violazione delle normative comunitarie e orientamento della giurisprudenza italiana sui servizi postali”.

“Tornando al tema, per quanto riguarda le assunzioni definite sopra ‘ogni tre per due’, Poste italiane sta applicando l’accordo del 2018 denominato ‘DeliverY 2022’, che prevede che, a fronte di ben 15000 esuberi, entro il 2020 saranno stabilizzati lavoratori precari di vecchia data nel numero di 6/700 unità, quindi un disavanzo negativo di circa 9000 unità – termina il comunicato -. Ecco svelato l’arcano“.

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