Pubblicato il: 6 Luglio 2019 alle 17:43

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Amministrative, ecco le motivazioni del ricorso al Tar: “Gravissime irregolarità in alcune sezioni”

"L'esito della consultazione elettorale appare palesemente alterato per effetto di alcune gravissime irregolarità"

«L’esito della consultazione elettorale appare palesemente alterato per effetto di alcune gravissime irregolarità che si sono verificate in alcune delle ventidue sezioni elettorali e che hanno inciso sul risultato. Di conseguenza Andrea Benini non poteva essere proclamato sindaco di Follonica al primo turno perché non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti».

È quanto si legge nel ricorso al Tar presentato dal centrodestra (Lista civica Massimo Di Giacinto, Lega, Forza Italia) contro l’atto che ha proclamato eletti il sindaco Andrea Benini e i consiglieri comunali in seguito al primo turno delle elezioni amministrative del 26 maggio per il Comune di Follonica. Il ricorso è stato depositato e verrà discusso il prossimo 17 settembre.

«Con questo nostro ricorso – dicono i proponentirispondiamo alle legittime aspettative che tantissimi elettori hanno riposto in noi. È giusto: se abbiamo diritto al turno di ballottaggio vogliamo esercitarlo, indipendentemente dalla differenza di voti tra i due schieramenti al primo turno. Vogliamo che sia fatta chiarezza sulla tornata elettorale, salvaguardando la dignità di ogni votante: è una questione di principio. E le porte restano aperte a chiunque voglia condividere la nostra posizione: invitiamo tutti, cittadini e gruppi politici, tramite un accesso agli atti, a visionare i documenti che noi stessi abbiamo consultato per presentare questo ricorso in quanto sono pubblici».

Ecco le principali motivazioni che fondano il ricorso, curato dagli avvocati Davide Lera e Alessandro Buoni. Alcune riguardano irregolarità nella compilazione dei verbali in molte sezioni e particolarmente in due di queste. «Dall’esame del verbale di una sezione si spiega emergono incongruenze in merito all’esatta indicazione dei voti riportati dai singoli candidati a sindaco, delle schede votate e dei votanti. In base alla somma corretta dei voti validi, il numero dei votanti dovrebbe essere pari a 442 e non a 441 come riportato, evidenziando un irregolare utilizzo delle schede a disposizione della sezione. Nella stessa sezione sono stati formalmente contestati da un rappresentante di lista due voti che avrebbero dovuto essere assegnati al candidato Di Giacinto, in quanto espressione di voto disgiunto chiaramente individuabile come valido. Ma c’è una contestazione ancora più grave riguardo le operazioni nella medesima sezione, nella quale è stato rilevato l’uso ripetuto del bianchetto, sia sul verbale che sull’allegato. In ogni caso l’uso del bianchetto comporta, oltre che una gravissima irregolarità, anche la difficoltà di ricostruire la corretta assegnazione dei voti».

Pesanti contestazioni anche al verbale di un’altra sezione elettorale: «Non risulta alcuna verbalizzazione in merito alle schede bianche, a quelle nulle e al risultato dello scrutinio: dalle pagine successive si ricavano solo i voti delle singole liste, ma non quelli riferiti solo ai candidati sindaci, che vanno a costituire il totale dei voti validi. E il riepilogo è rimasto in bianco, così che non risulta possibile recuperare alcuna indicazione di voto degli elettori. Si rilevano errori anche nell’attribuzione dei voti alle liste. Infatti alla lista Casapound sono stati assegnati 7 voti validi anziché 9».

La conseguenza? «Errori, omissioni e incongruenze che non consentono di ricostruire le operazioni compiute nei seggi e in particolare di accertare il corretto utilizzo di tutte le schede». Irregolarità idonee a incidere sul risultato elettorale.

Il ricorso è fondato anche su un altro motivo di diritto: «Il calcolo della maggioranza assoluta è errato. Se l’intero è 11.727, la metà dei voti risulta essere 5.863,5. E nell’indicazione del 50%+1 che individua la maggioranza assoluta necessaria alla vittoria al primo turno, quel “+1” deve rappresentare un intero voto valido, non una sua frazione, altrimenti si viola il principio costituzionale per cui tutti i voti devono avere uguale peso e dignità. A quel numero, dunque, occorre sommare un altro voto: di conseguenza la maggioranza assoluta è di 5.864,5 e non sono sufficienti i 5.864 voti assegnati a Benini. Dunque non è stata raggiunta la maggioranza necessaria a proclamare una vittoria al primo turno. È chiaro che nessuna rappresentazione di voto può essere individuata nello “0,5” perché ogni voto rappresenta la volontà di un cittadino elettore, che esercita al pari di tutti gli altri elettori un diritto pieno, garantito dalla Costituzione della Repubblica (articolo 48, comma 2) e non frazionabile».

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