Salute

Infermiere di famiglia, più collaborazione tra medici e servizi territoriali, dialogo con i cittadini: le richieste del Comitato di partecipazione

Le proposte delle dodici associazioni alle istituzioni: "Dalla pandemia possiamo trarre alcuni insegnamenti: insieme miglioriamo la salute e i servizi"

Avviare una campagna permanente di promozione della salute e dare vita a un confronto costante tra pubblica amministrazione e cittadini.

Sono queste, in sintesi, le richieste che il Comitato di partecipazione della Società della Salute Amiata grossetana, Colline metallifere e Grossetana fa alle istituzioni, dopo una riflessione avviata all’interno delle associazioni che lo compongono alla luce degli ultimi mesi di emergenza Covid.

“Il nostro sistema sanitario e sociale è stato messo a dura prova dalla pandemia e questo ha determinato una ricaduta pesante sui cittadini – spiega Maria Platter, coordinatrice del Comitato di partecipazione di Coeso Società della Salute – nelle visite ambulatoriali, ad esempio, negli interventi chirurgici definiti ‘differibili’ e nei percorsi di prevenzione. La nostra provincia, vasta e scarsamente popolata, è stata risparmiata dalla pandemia ma questo non deve esimerci dall’analisi di quanto avvenuto. Per questo abbiamo avviato all’interno del Comitato una riflessione che vogliamo estendere a tutti, perché la salute è un percorso che deve coinvolgere le istituzioni e i cittadini a ogni livello: la parola d’ordine deve essere collaborazione“.

Il Comitato di partecipazione evidenza anche la lentezza e le difficoltà riscontrate per la riattivazione dei servizi essenziali: “Elementi che possono essere spunto per cambiare un modello organizzativo che deve essere più efficiente. Per questo – continua Platterchiediamo alle istituzioni di avviare un colloquio trasparente con i cittadini aprendo un tavolo permanente di collaborazione con l’azienda sanitaria e i sindaci della provincia per modellare i servizi sulle reali esigenze della popolazione: perché la salute vive e cresce insieme alla qualità della vita di un territorio“. E ancora: “Investire sull’infermiere di famiglia o di comunità, figura chiave per rafforzare dialogo tra i professionisti della salute, potenziare la collaborazione tra medici di medicina generale e servizi territoriali, diffondere la cultura della prevenzione, per evitare le patologie croniche, ma anche per ridurre il rischio di contagio da Covid, potenziare i servizi territoriali sia in termini di risorse sia di modelli organizzativi, coinvolgere le associazioni del territorio per sviluppare il senso di comunità e la solidarietà sociale“.

Il Comitato di partecipazione, organismo istituito dalla legge regionale per favorire l’intervento e la collaborazione delle associazioni di tutela è composto, al momento, da dodici associazioni: Abio, Acat Grosseto Green, Admo, Aido, Alice Toscana, Anmil, Auser territoriale Grosseto, Avo, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento per la vita e Working class hero.

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