Pubblicato il: 5 Luglio 2019 alle 12:19

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Insulti al sindaco, Ciaffarafà: “Farò ricorso contro la condanna, il diritto di critica politica va garantito”

Se Balocchi pensa di aver fatto tacere una voce critica alla sua amministrazione e condotta di questi anni si sbaglia di grosso"

“Se Balocchi pensa di aver fatto tacere una voce critica alla sua amministrazione e condotta di questi anni si sbaglia di grosso: il processo è ancora lungo perché aver criticato a nome dell’intero gruppo di opposizione una vittoria sul filo del rasoio, dove tante ombre hanno pregiudicato il risultato finale non è accettabile. Basti pensare che un presidente di seggio era la mamma di un candidato del Pd, che poi ha fatto carriera diventando addirittura vicesindaco“.

A dichiararlo è Riccardo Ciaffarafà, ex consigliere comunale di opposizione a Santa Fiora.

“La dichiarazione fatta in consiglio comunale in qualità di capogruppo dell’unico gruppo consiliare di opposizione è una dichiarazione politica nell’ambito della dialettica democratica all’interno di un consiglio comunale: se viene condannato un consigliere per una dichiarazione in una discussione nella seduta del consiglio comunale allora possiamo chiudere le assemblee democratiche e delegare tutto al sindaco che, senza opposizione e senza nessuna critica, possa gestire il Comune come gli pare – continua Ciaffarafà -. Questa battaglia, che è stata anche attenzione dei media nazionali con un volantinaggio che ha coinvolto tutta Italia, vuole rappresentare il diritto di criticare e discutere in modo libero e democratico: dunque, questo caso rappresenta tante persone impegnate in politica per il solo bene del proprio territorio e non per carrierismo, a differenza di chi si lamenta come Balocchi perché a fare il sindaco di Santa Fiora guadagna pochi soldi. La querela doveva servire a farmi fuori politicamente, ma ha fatto il contrario perché né mi hanno intimorito, né tanto meno mi faranno tacere in futuro: se ne facciano una ragione. Io sono ancora qua”.

“Riccardo Ciaffarafà ha voluto affrontare il processo – dichiara il difensore, l’avvocato Alessandro Antichie non ha accettato di chiudere la vicenda con una semplice lettera di scuse, come proposto dai querelanti, perché convinto di aver espresso una legittima opinione politica sull’andamento della campagna elettorale del 2014, contraddistinta da eventi particolari, che hanno formato oggetto di ampia disamina nel dibattimento. Ritengo che le ragioni di tutela del libero esercizio del diritto di critica politica meritino un ulteriore vaglio in sede di impugnazione“.

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