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Revocato lo sciopero dei benzinai: le motivazioni

Oggi pomeriggio, al termine dell’ennesimo, infruttuoso incontro con il Governo, Figisc-Confcommercio ha deciso di revocare lo sciopero dei benzinai che eppure era stato confermato per due giorni consecutivi.

Figisc-Confcommercio ha preso questa decisione per non aggiungere al danno anche la beffa cui sarebbero state esposte le migliaia di gestori di distributori di carburante che avevano aderito in maniera convinta allo stato di agitazione. In provincia di Grosseto l’adesione allo sciopero ha raggiunto la percentuale del 75% degli iscritti Figisc (rilevata alle ore 14 di oggi), includendo in questa percentuale anche quei distributori che, pur aderendo all’iniziativa, sono dovuti restare aperti per atto di precetto dei singoli Comuni. Il dato si riferisce all’intero territorio provinciale, mentre sul capoluogo di provincia la percentuale di adesione è stata leggermente più bassa: 68%, sempre riferita alle ore 14 di oggi.

Le motivazioni

Di seguito le motivazioni che hanno portato Figisc-Confcommercio alla revoca dello sciopero, secondo le parole del presidente nazionale Bruno Bearzi. Successivamente il commento della segreteria territoriale della Figisc-Confcommercio Grosseto.

“Il secondo giorno di sciopero lo revochiamo a favore degli automobilisti, non certo per il Governo. Pur riconoscendo di aver potuto interloquire in maniera costruttiva con il Ministero che si è speso per diventare interlocutore propositivo, l’incontro ha confermato il persistere di molte criticità – spiega Bearzi -. Anche quest’ultimo ennesimo tentativo di rimediare ad una situazione ormai logora, non è riuscito ad evidenziare alcun elemento di concretezza che possa consentire anche solo di immaginare interventi sui gravissimi problemi del settore e di contenimento strutturale dei prezzi. Le proposte emendative avanzate dal Governo al suo stesso decreto non rimuovono l’intenzione manifesta di individuare i benzinai come i destinatari di adempimenti confusi, controproducenti, oltreché chiaramente accusatori. Appare ormai chiaro che ogni tentativo di consigliare al Governo ragionevolezza e concretezza non può o non vuole essere raccolto.

Per questa ragione anche insistere nel proseguire nell’azione di sciopero, utilizzata per ottenere ascolto dal Governo, non ha più alcuna ragione di essere. Tanto più che uno degli obiettivi fondamentali, vale a dire ristabilire la verità dopo le accuse false e scomposte verso una categoria di lavoratori, è stato abbondantemente raggiunto. I cittadini italiani hanno perfettamente capito. È, quindi, a loro, ai cittadini che i benzinai si rivolgono, non certo al Governo, revocando il secondo giorno di sciopero già proclamato, eliminando ogni possibile ulteriore disagio, a questo punto del tutto inutile. I distributori quindi riapriranno già da questa sera. Il confronto a questo punto si sposta in Parlamento, dove i benzinai hanno già avviato una serie di incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il testo del decreto cosiddetto trasparenza raccolga in sede di conversione le necessarie modifiche”.

Andrea Fabbri, segreteria territoriale di Figisc-Confcommercio, dichiara: “Ringraziamo i tanti commercianti di carburanti della città e della provincia associati Confcommercio che hanno permesso alla Maremma di raggiungere una buona percentuale di adesione, ma soprattutto che con il loro sciopero, superando paure e incertezze, sono stati determinanti nel raggiungere il vero obiettivo di questi 20 giorni di protesta: accendere i riflettori sulle difficoltà e sulla complessità di una categoria di lavoratori troppo spesso colpevolmente ignorata e proprio per questo, forse, facile bersaglio di ogni tipo di fake news. Per quanto ci riguarda, dunque, lo sciopero è stato comunque un ‘successo’, anche se eravamo pronti ad andare fino in fondo e anche di più. E’ stato un successo perché si è parlato a chiare note, limpide, dei bassi margini che i benzinai possono applicare sui carburanti: 3 centesimi al litro quando va bene. Vuol dire 30 euro ogni mille litri. E si parla di ricavo, non di guadagno. Altro che speculazione!

E’ stato un successo perché è stato chiarito che i gestori degli impianti di distribuzione di carburante sono costretti ad acquistare benzina e gasolio a prezzo fissato dai giganti del petrolio; e che ogni giorno sono costretti a guardare il telefonino per capire di quanto, le quotazioni internazionali, svalutano la merce che devono necessariamente vendere in quanto già profumatamente pagata. E’ stato un successo, infine, perché ci sono stati tanti lavoratori e tante lavoratrici che non hanno badato all’apertura del distributore concorrente vicino, ma, capendo che questo era anzitutto uno sciopero di dignità e verità, hanno comunque incrociato le braccia. Grazie! Ora vedremo cosa sapranno fare i nostri rappresentanti eletti in Parlamento. Il decreto ‘trasparenza’, che non ha nulla di trasparente, deve essere convertito in legge. Leggeremo con attenzione gli emendamenti e faremo le nostre riflessioni”.

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