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Il Pci replica a Giuntini: “Il sindaco è uno dei migliori autori di fake news”

“Marcello Giuntini ha cominciato il 30 novembre, nel giorno della Festa della Toscana, quella dei diritti, compreso quello di dissentire e criticare, ad attaccarmi, esprimendo giudizi e facendo affermazioni arroganti, che schivano confronti diretti, fatti di monologhi autoreferenziali e autocelebrativi che non ammettono repliche, anche a causa della paura del confronto che lo caratterizza da sempre ed ha proseguito sui media”.

A dichiararlo è Daniele Gasperi, della segreteria del Pci delle Colline Metallifere.

“Non parlo a titolo personale, ma per conto di un partito che esiste ed è riconosciuto a prescindere dal peso elettorale e a cui va portato rispetto. Chissà – prosegue Gasperiche non pensi a qualche forma di censura, in passato ci ha provato. Chi è abituato a lavorare sotto traccia, come lui, queste cose le fa, ma noi come partito, anche senza rappresentanza istituzionale, continueremo nella nostra azione di critica basata su cose oggettive. Se poi lui ravvede qualcosa di falso, se intravede un reato, trovi il coraggio di denunciare mettendoci la faccia. Quell’opera, oltre ad essere discutibile, non rispetta le promesse di mandato e le priorità vendute ai cittadini e probabilmente dimenticate dallo stesso Giuntini, ma che noi gli ricorderemo, di questo può né può essere certo e stare sereno“.

“È lui uno dei maggiori produttori di fake news, che troviamo scritte nel suo programma elettorale di mandato già nel lontano 2014, indicando tra le priorità per la riqualificazione urbana 4 punti in ordine: l’area Molendi, che rappresenta la ‘porta di ingresso al centro’, l’area dell’ex Agraria come opportunità di una ‘ricucitura urbanistica’, il castello di Monteregio, immobile di pregio che vede peggiorare le sue condizioni di giorno in giorno, e via Curtatone, Storcicoda per i massetani più anziani, con la situazione di degrado connessa alla distruzione di un immobile privato. Ecco – prosegue Gasperi -, siamo nel 2022 e queste cose sono pressoché invariate se si esclude l’urbanizzazione dell’ex Agraria, dove persistono aree di degrado rappresentate da immobili dell’ex Agraria e mura che stanno franando. Queste che cosa sono, se non fake news vendute ai massetani per accaparrarsi il consenso ed ancora ferme, che non danno un’immagine decorosa della città?”.

“Con tutti questi mostri si pensa a fare una rotatoria alla fine di viale Risorgimento per il decoro e come se lì vi fosse un punto nevralgico, dove si sono verificati decine e decine di incidenti. Il risultato è una prospettiva certa, quella di non rendere ben agevole il transito dei mezzi pesanti, come ci conferma chi ci lavora. Invece di spendere 120mila euro, come ci risulta, bastava mettere due autovelox e dopo le prime sanzioni gli automobilisti e gli altri mezzi si sarebbero ‘civilizzati’ e non ci racconti che non si può fare su una strada della Provincia perché in altri comuni, nei centri abitati, i sindaci lo hanno fatto – sottolinea Gasperi -. Si risparmiavano soldi pubblici che si poteva tentare di indirizzare su altre priorità di viabilità e si aumentava la sicurezza. Non racconti altre novelle quando dice che l’Anas non vuole che si sistemi l’aiuola in fondo Schiantapetto perché questo non dipende dall’Anas, ma dal Codice della strada, legge dello Stato, le cui norme vanno rispettate ed applicate anche da Anas perché, sempre il Codice proibisce la realizzazione di opere che interferiscono sulla circolazione aumentando i rischi di incidenti”.

“Il sindaco chieda invece ad Anas di finire il tratto assassino di Cura Nuova, questa è una vera priorità perché è lì che si verificano gli incidenti peggiori con vittime, perché è quella la strada che fa tappo al turismo e allo sviluppo economico, altro che rotatorie che sembrano più opere da faraone da lasciare ai posteri, ma che servono a poco se non a sprecare denaro pubblico – termina Gasperi -. Bene, infine, che non si facciano altri troiai all’incrocio delle Coste, questa è l’unica cosa che ci trova in accordo e per la quale siamo felici della smentita“.

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