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Emergenza incendi, il Pci replica al Pd: “Non siamo stampella del centrodestra”

Come sempre il Pd non perde occasione per sparlare degli altri, eludendo la discussione dal merito, cercando di creare pressioni per dare un’immagine mediatica distorta di altre forze e spostare l’interesse dai problemi reali alle farneticazioni politiche“.

A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria del Pci di Grosseto.

“Così è avvenuto per il consiglio comunale di Grosseto dell’8 agosto che, ad avviso del Pci, sarebbe stata una buona occasione per il Pd di chiederne una convocazione e non di essere convocati, cercando di creare un momento di condivisione comune su proposte serie, di tutte le forze all’opposizione – continua la nota -. Dopo gli interventi di De Martis, che giudica l’aumento del 650% degli incendi dovuto al caldo eccezionale, e la mozione interessante presentata dal gruppo Pd, pur senza risposte immediate al problema, il Pci si ritrova, grazie a Bartalucci e Scoccati, sui social”.

“I due esponenti invece di criticare nel merito fanno quello che è loro più comodo, ossia farneticare ipotesi di sostegno del Pci alla coalizione che amministra Grosseto per indebolire il Pd – sottolinea il Pci -. L’obiettivo del Pci, cari amici piddini, non è quello di indebolirvi, per quello siete sufficienti voi con le vostre scelte sulle quali i risultati elettorali parlano da soli, basta guardare referendum e amministrative. Ed il Pci non è stampella del centrodestra, né tantomeno ruota di scorta del Pd, ma è alternativo ad ambedue gli schieramenti perché ha una identità da non confondersi con il neoliberismo messo in atto. Sulle alleanze ci chiediamo e soprattutto sarebbe opportuno che Scoccati & C. si chiedessero per primi, come ha fatto il Pd a presentarsi con Forza Italia ed il centrodestra in Comuni del Veneto, della Lombardia, della Puglia, dove con la destra governa. Oppure si esprimessero sulle maggioranze che hanno sostenuto e governato con non eletti come Renzi e Gentiloni, composte da Verdini, Alfano ed altri e che hanno portato effetti devastanti come la riforma del Rio, quella Madia, l’abrogazione dell’art. 18, la vicenda voucher ed il tentativo di golpe con la riforma costituzionale. Tutto questo lo ha fatto il Pd con l’aiuto del centrodestra e non altri“.

“Ed è proprio grazie alla riforma Madia e all’eliminazione del Corpo forestale dello Stato che vi è un’inefficienza delle procedure antincendio. Questo è purtroppo il risultato delle pessima riforma con la quale si è scelto di eliminare l’unico Corpo con competenza diretta sugli incendi boschivi, dotato di mezzi e personale preparato e profondo conoscitore del territorio rurale, dove si è fatto transitare la gran parte delle circa 8mila unità del corpo, specializzate nel contrasto agli incendi boschivi, in maniera coatta nell’Arma dei Carabinieri e solo pochissime centinaia, nemmeno 400, sono state assegnate ai Vigili del Fuoco – continua il comunicato -. Il Pci, tornando al merito, non vuole militarizzare boschi e pinete, ma aumentare nella fase di emergenza sorveglianza e presidio. Se questo fosse avvenuto, cari amici del Pd, forse situazioni drammatiche come quella di Marina di Grosseto, si sarebbero evitate. Probabilmente l’ordine di scuderia è stato invece quello di bloccare l’utilizzo dell’esercito a Grosseto, mentre a Roma e in Campania è stato invece attivato. Secondo il Pci l’esercito si può trasformare in risorsa a disposizione della protezione civile per eventi e situazioni di emergenza sui territori. Poi discutiamo la strutturazione di proposte istituzionali concrete di medio e lungo termine, proposte che però devono essere prima di tutto istituzionali e non affidate al solo volontariato, che è un grande patrimonio, ma non può sostituirsi all’impegno di Stato, Regioni e Comuni“.

“Non ci piace l’idea che investimenti occupazionali per contrastare una forma di precariato siano sostituiti impropriamente dal volontariato, pagato a prestazione e che, come dimostra questo caso, per propria natura si presta a tendenze delittuose. Dobbiamo dare risposte perché il territorio brucia, grazie anche alla riforma Madia e quelli che dovevano essere i risparmi economici sono costi che ogni giorno i territori, i cittadini, gli operatori economici, pagano ed a caro prezzo. Su questo vorremmo il confronto e se potete esprimetevi sulla riforma Madia, su quella del Rio e su tante altre questioni in ambito locale, come la privatizzazione del Cup, quella dei servizi socio sanitari, le riduzioni di prestazioni e servizi degli ospedali e dei territori, l’abrogazione delle province e la carenza di risorse per strade e scuole, questione autostrada e gestione rifiuti nella provincia di Grosseto ed altro – termina il Pci -. Su queste questioni fateci sentire, anche voi se potete, qualcosa di sinistra se ancora vi ritenete tali“.

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