Pubblicato il: 30 Ottobre 2017 alle 13:08

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Peep Pizzetti, il sindaco: “I 5 Stelle istigano al reato, il Comune obbligato a recuperare conguagli”

I 5 Stelle, nella loro ormai conclamata ignoranza e incompetenza, istigano i cittadini a commettere un reato. La loro è una vera e propria pericolosità sociale“.

Così Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, nel commentare l’appello lanciato dal Movimento che invita gli assegnatari degli alloggi coinvolti nella vicenda Peep Pizzetti a non corrispondere le somme per completare l’acquisto dell’appartamento.

“Sorprendete notare come degli avvocati, che sarebbero addirittura diventati assessori in caso di vittoria dei grillini, spingano per una soluzione chiaramente contro la legge – dichiara il sindaco -. Ci preoccupa sempre di più un Movimento, tanto populista quanto vuoto, che ha avuto persino la presidenza della commissione d’indagine sul Peep Pizzetti. Evidentemente, non aver trovato nessun complotto alla base della vicenda, deve averli così sconvolti tanto da spingerli a portare avanti l’ennesima battaglia sconclusionata“.

Con un totale di 9 ordinanze, il Consiglio di Stato ha respinto le istanze cautelari proposte dalla Società cooperativa edilizia “La Prima Casa”, nonché da alcuni assegnatari degli immobili Peep inseriti nei lotti realizzati dalla Società; le sentenze Tar impugnate in questi ricorsi sono, pertanto, esecutive ed il Comune ha l’obbligo di procedere alla relativa esecuzione, così come statuito nelle ordinanze del Consiglio di Stato medesime.

Le altre cinque cooperative edilizie (Comit, Cograe, Etrusca, La Nuova Grosseto, l’Eclisse e Serenissima) hanno rinunciato all’istanza cautelare. Il Comune pertanto ha il preciso obbligo, sancito dal Giudice di legittimità, di procedere al recupero dei conguagli e delle spese di giudizio, verificandosi altrimenti un danno erariale a carico della intera collettività, che sarebbe sanzionato dalla Corte dei Conti; quest’ultima, infatti, procederà senz’altro nei prossimi tempi ad indagine sui recuperi effettuati dall’amministrazione.

Affermare che nessun giudice ha imposto di pagare è come dire che i cittadini pagano le tasse solo se lo dice una sentenza passata in giudicato – commenta Fabrizio Rossi, assessore alle Aree Peep –: una aberrazione dal punto di vista giuridico e costituzionale. Si continua a fuorviare i cittadini, ma al momento l’unica cosa certa è che in molti casi chi ha fatto ricorso ha perduto in primo grado e ha dovuto pagare anche le spese legali sostenute dal Comune di Grosseto. Quindi, oltre il danno causato dalla vicenda, che affonda le sue radici nel debito fuori bilancio approvato nella precedente consiliatura con Bonifazi, c’è la beffa di un aggravio di spese per i cittadini stessi. Questa amministrazione è molto sensibile alle esigenze delle famiglie colpite; non vorremmo però che fossero colpite da un’altra sciagura: le speculazioni politiche di basso profilo“.

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