Economia

I balneari replicano al Pd sulle concessioni: “L’importante è aver risolto i problemi, non chi li ha risolti”

L'Associazione Balneari di Marina e Principina commenta la visita del senatore Gianmarco Centinaio che ha suscitato dibattito politico

Per noi balneari la questione non è chi arriva prima o dopo, ma è la soluzione dei problemi. Per questo ci ha fatto piacere la visita a sorpresa dell’ex Ministro Centinaio che abbiamo ringraziato per quanto fatto sulla Bolkestein”.

Così l’Associazione Balneari di Marina e Principina commenta la visita del senatore Gianmarco Centinaio che ha suscitato dibattito politico.

Noi siamo qui a lavorare -afferma l’associazioneed è normale che ci confrontiamo con chi è preposto a risolvere i nostri problemi. Centinaio con la proroga di 15 anni sulle concessioni demaniali in deroga alla Bolkestein ha dato un contributo importante alla nostra causa. Il Comune di Grosseto, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che parlava di una procedura pubblica per le concessioni, ha fatto altrettanto mettendo in campo un bando specifico, così come hanno fatto altri Comuni, ma con un metodo diverso suggerito poi dai colleghi di altre province alle loro amministrazioni. Il Comune di Grosseto, in più, si è fatto trovare pronto, e lì dobbiamo ringraziare l’assessore Riccardo Megale e il Sindaco Vivarelli Colonna, dopo che la Regione ha detto che la competenza non era toscana, ma locale, ad allargare rapidamente lo spazio in concessione per permetterci di fronteggiare le problematiche causate dal distanziamento sociale”.

Un dialogo che prosegue. “Come balneari vogliamo avere interlocutori che recepiscano le nostre problematiche e che si attivino per un comparto importante della nostra economia turistica – concludono i balneari, con l’amministrazione di Grosseto abbiamo iniziato a ragionare delle fideiussioni per le concessioni e contiamo di arrivare in fondo anche a questo tema di grande rilievo. Oggi facciamo apprezzamenti positivi, ma questo non ci impedirà nel futuro di criticare laddove l’azione amministrativa fosse contraria alle nostre istanze”.

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