Pubblicato il: 23 Maggio 2019 alle 15:09

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Gazebo chiuso per lutto, Berardi: “Non accettiamo lezioni di democrazia dal Pd”

Rimaniamo basiti, visto il clima di correttezza con cui si è svolta la campagna elettorale, della scelta del Pd locale di chiudere polemicamente il gazebo informativo per ‘Lutto alla democrazia‘”.

A dichiararlo è Alessandro Berardi, candidato a sindaco di Follonica per CasaPound.

“Questi personaggi, che fanno i paladini del pluralismo e dispensano patenti abilitative per poter parlare agli elettori, non perdono mai occasione per coprirsi di ridicolo, segno evidente di una certa insicurezza – spiega Berardi -. Per quanto ci riguarda, ieri abbiamo avuto una grande giornata politica, abbiamo avuto il grande onore della visita del nostro segretario nazionale Simone Di Stefano e la conferenza, a dispetto di chi aveva messo in città movimenti che alimentano l’odio nei nostri confronti, è andata via liscia, senza problemi di ordine pubblico e mi preme sottolineare lo sforzo delle forze dell’ordine ancora una volta chiamate a tutelare il nostro diritto a parlare“.

“Per noi la politica è una cosa seria che può essere contraddetta con argomenti politici e idee, anche avverse, ma espresse con schiettezza e serenità nel rispetto dell’avversario e non un vile teatrino meschinamente tirato avanti da manovali di partito che attaccano fogli mortuari e alzano il volume dei loro amplificatori in modo da disturbare la nostra presenza – continua Berardi -. Meglio farebbero a guardarsi in casa: i loro segretari, e non l’abbiamo mai sottolineato, in barba ai regolamenti si presentano in campagna elettorale, ma non sul posto di lavoro. Anzi, a tale proposito ci chiediamo se il sindaco Andrea Benini abbia preso provvedimenti contro chi con il proprio comportamento lede l’immagine di tutta l’amministrazione pubblica e getta un ombra sul suo operato contribuendo a creare quel clima di diffidenza che ad oggi pervade la città e anima i suoi avversari“.

“Per quanto ci riguarda, come sempre la prendiamo a ridere vista la reazione della cittadinanza e i commenti sui social – termina Berardi -. Direi che politicamente, per chi si proclama nostro nemico (status che noi non riconosciamo a nessuno), non è stata una grande mossa“.

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