Pubblicato il: 9 Ottobre 2016 alle 16:50

Cinema

CineVisioni Speciale: la recensione di Oltre lo Specchio

Cosa avviene nella mente del lavoratore quando si trova sottoposto ad un episodio di mobbing? Quali cambiamenti intervengono attorno a lui? E quali le reazioni una volta acquisita questa consapevolezza?

A tutte queste domande cerca di dare risposta il cortometraggio Oltre lo Specchio, la cui presentazione si è svolta ieri al CAMeC di La Spezia ed alla quale era presente Grosseto Notizie.

Il protagonista del corto (Matteo Taranto, esordio con Paz! ed ultima interpretazione nel recente14570456_1742148606046954_3578296062683791869_n La Macchinazione) riceve un trattamento mobbizzante dalla sua responsabile, finendo per essere velocemente escluso da qualunque dinamica aziendale, dal ruolo lavorativo al coinvolgimento in tutte le attività, anche relazionali ed estranee al lavoro, da parte dei colleghi.

Dopo qualche goffo tentativo di recupero ed una serie di incubi che non lo abbandonano, il nostro si rifugerà in una inaspettata compagnia, che comunque metterà alla prova ricevendo la riprova di un destino ormai segnato.

Quello che traspare in questo lavoro è non solo la scelta di un tema importante ed attuale, quale quello del mobbing, ma soprattutto la cura e la grande professionalità realizzativa. La sceneggiatura, tratta da un monologo di Antonio Bonfigli, conferisce un buon ritmo ed è accompagnata dalla convincente regia di Daniele Ceccarini (dotato di una buona esperienza internazionale), e di Mario Molinari, capace di coniugare uno stile d’impronta documentaristica con una certa visionarietà. Non va dimenticata, inoltre, una fotografia decisamente efficace.

L’interpretazione di Matteo Taranto è di quelle in stato di grazia. L’attore è capace di conferire al suo personaggio una credibilità inaspettata, riu14570440_911529555658708_7332070165648850729_nscendo a risultare efficace nel ruolo di un mobbizzato atipico, ovvero dotato di una fisicità importante ma di una estrema fragilità umana. Un dualismo che rappresenta di per sé una sfida difficile da vincere.

Gli attori di contorno fanno da sfondo ma svolgono dignitosamente il loro ruolo, su tutti Lucia Menapace, l’unica che sostenga un dialogo con il protagonista.

Ci sono occasioni in cui intorno ad una produzione si riunisce una comunità, in questo caso quella spezzina, anche facendo ricorso a talenti che sono “emigrati” altrove. Così, alla corte di una nascente comunità di attori e filmmakers, si ritrovano, oltre al citato Taranto, anche Paolo Logli, sceneggiatore e regista dal riconosciuto successo ed autore letterario, insieme al proprio figlio Alessandro, a sua volta promettente sceneggiatore e Mario Molinari, che spezzino non è ma vanta importanti esperienze, tra cui quella in Mediaset nella squadra di Striscia la Notizia. Produce Paola Settimini, instancabile animatrice di progetti che stanno riscuotendo un crescente successo.

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