CineVisioni: la recensione di Sono Tornato

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema ed Aurelia Antica Multisala

Nel 2017, Benito Mussolini si risveglia improvvisamente in piazza Vittorio Emanuele II senza essere invecchiato di un solo giorno e credendo di essere ancora nel 1945; inizialmente disorientato da una società molto diversa da quella che conosceva, poco dopo incappa nell’aspirante regista Andrea Canaletti, da poco licenziato dal canale My Tv per cui lavorava.

Intenzionati a sfruttarsi a vicenda, Canaletti e Mussolini (che viene creduto, dal ragazzo e non solo, un semplice attore che recita la parte) iniziano un viaggio per l’Italia, il primo per girare un documentario in grado di renderlo celebre, il secondo per saggiare lo stato d’animo degli Italiani nella speranza di poter un giorno riprendere il potere. Viaggiando su e giù per il Paese i due raccolgono in poco tempo un gran numero di consensi fino al giorno in cui la popolarità di Mussolini diviene tale che la giovane e ambiziosa Katia Bellini, nuova direttrice di My Tv, decide di creare uno show televisivo dedicato all’apparentemente finto dittatore, le cui idee stanno facendo sempre più presa nell’immaginario collettivo.

Sono Tornato è un remake di Er ist wieder da (Lui è tornato), film tedesco che immagina un ritorno di Hitler.  E da quel lungometraggio trae non solo la trama (anche se liberamente reinterpretata) ma anche e soprattutto il messaggio: oggi ci sarebbe spazio per un nuovo leader populista, che potrebbe facilmente instaurare una dittatura facendo leva sull’insoddisfazione, sulla crisi e sulla scarsa credibilità di tutti i partiti politici.

La versione italiana è affidata a Luca Miniero, regista dal solido passato (suoi Incantesimo NapoletanoBenvenuti al Sud), mentre l’interpretazione dei protagonisti è riservata a Massimo Popolizio e Frank Matano. Nel cast ci sono inoltre Gioele Dix e Stefania Rocca.

Registriamo qui un vero e proprio dualismo: se Popolizio ci restituisce un Mussolini veramente ben reso e caratterizzato (ad essere pignoli manca l’accento romagnolo…) e Dix ricopre al meglio il ruolo del vicedirettore serio ed eticamente irreprensibile, la Rocca reagisce al suo personaggio con un’interpretazione piatta e monoespressione mentre Matano..beh, risulta decisamente incommentabile.

Allo stesso modo Miniero non riesce a reggere l’impatto con una sceneggiatura così impegnativa. Sebbene il film sia tecnicamente sufficiente (e nulla di più), il Mussolini del regista napoletano è fondamentalmente una macchietta, al punto che lo spettatore medio non ne percepisce la portata drammatica, con il risultato che, ad un pubblico meno esperto, il dittatore possa persino divenire simpatico.

Il messaggio succitato, che il film dovrebbe consegnarci, diventa quindi patrimonio di un selezionato pubblico già preparato, perde la sua carica “educativa” e finisce per essere né carne né pesce, lasciando alla platea un’interpretazione per la quale, peraltro, non viene affatto preparata.

Consigliamo a tutti la visione dell’originale tedesco, poiché Sono Tornato può finire solo nel sovraffollato girone dei film che tentano di far sorridere e riflettere, senza in realtà riuscire nell’uno o nell’altro intento.

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