Politica

Protocollo antiviolenza, Cerboni replica a Tenuzzo: “Vuole solo farsi pubblicità”

Non si è fatta attendere la risposta di Giacomo Ceboni, consigliere del Pdl al Comune di Grosseto, alle critiche lanciate dall’assessore provinciale Tiziana Tenuzzo verso i tre consiglieri che avevano votato contro il protocollo d’intesa contro la violenza sulle donne.

“’Rischierò di non essere capito, ma non posso votare una deliberazione che impegna il Comune a spendere una cifra prima ancora che questa sia quantificata, fermi restando l’indiscutibile fine nobile e l’importanza sociale del protocollo contro la violenza alle donne’. Così ho iniziato il mio intervento in Consiglio comunale mercoledì scorso e, a quanto pare, l’assessore Tenuzzo ha voluto dimostrare subito di non aver capito – dichiara Cerboni -. Le sarebbe bastato accertarsi di quanto ho effettivamente dichiarato per apprendere il mio convinto sostegno all’iniziativa e, d’altra parte, la mia ferma contrarietà su un atto deliberativo complessivamente non accettabile. Invece, forse per un po’ di vetrina politica, con superficialità ha preferito rappresentare la contrarietà di alcuni ‘uomini’ (così ha definito, in modo dispregiativo, me e gli altri consiglieri dell’opposizione) su un atto amministrativo che impegna ad una spesa incerta come un’ostilità verso iniziative a favore delle donne. Da chi ha anche la delega alle pari opportunità non ci aspetteremmo mai l’errore tipico degli uomini, quello di non saper ascoltare gli altri, soprattutto le opinioni diverse”.

“Agli amministratori comunali è chiesto di gestire scelte politiche compatibili con le finanze pubbliche – spiega Cerboni -; soprattutto di questi tempi, non è più accettabile che gli enti locali si impegnino a coprire spese eventuali a piè di lista o scrivano bei protocolli senza certezza di risorse per attuarli. In Consiglio non stavamo affrontando un dibattito accademico sulla violenza alle donne, ma stavamo approvando un’azione istituzionale di intervento in materia, con le relative risorse. E non si può essere così ipocriti da impegnarsi a stanziare dei soldi senza dire o sapere quanti saranno e con quale priorità rispetto alle altre spese del Comune; per questo ho votato contro alla complessiva proposta di deliberazione”.

“Nonostante l’alto valore del protocollo d’intesa, in me prevale, ancora convintamente, una contrarietà sulla delibera, non soltanto per l’irresponsabile incertezza dell’impegno di spesa a carico del Comune di Grosseto, ma anche perché la stessa mancata quantificazione a priori del contributo economico spettante ad ogni aderente presuppone che l’iniziativa possa contare soltanto su risorse residuali dei bilanci, mettendo a rischio persino le potenzialità dello stesso protocollo d’intesa – continua l’esponente del Pdl -. Così come l’anno scorso, anche prima di approvare il bilancio di previsione, la Giunta grossetana ha ritenuto di stanziare 40 mila euro per i festeggiamenti del centenario del Grosseto calcio, perché non dire fin da adesso quanto l’Amministrazione intende destinare, come minimo o come massimo stanziamento, alla lotta alla violenza sulle donne per il 2013 e per gli anni successivi? Forse perché la maggioranza vorrà prima fare altre scelte, ritenute prioritarie.

Temo che, alla fine, le risorse a disposizione contro la violenza alle donne saranno soltanto un’elemosina rispetto all’importanza dell’argomento, ma spero di essere smentito dai fatti. L’assenza di uno stanziamento certo a sostegno del protocollo d’intesa non è un comportamento serio nei confronti dei volontari impegnati e delle stesse donne che subiscono violenze; invito, dunque, l’assessore Tenuzzo ad esporre, al di là delle belle parole sul progetto, una previsione di massima delle risorse pubbliche richieste agli aderenti, che rappresenterebbe la vera scelta politica contro la violenza alle donne da parte della pubblica amministrazione”.

“Un buon amministratore prima deve sapere quanto costa un progetto, anche fosse il più importante, e poi può decidere se spendere dei soldi per realizzarlo – conclude Giacomo Cerboni -. Ma non mi stupisce che ancora una volta si ritenga di operare al contrario, considerata l’origine politica dell’assessore Tenuzzo, la stessa dell’assessore comunale Ceccarelli, che prima ha chiesto alle famiglie con bambini agli asili comunali di impegnarsi a pagare le rette e poi gli ha detto quanto pagare”.

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