Pubblicato il: 9 Aprile 2019 alle 21:00

Economia

Risparmiatori truffati dalle banche: come evitarlo. Le proposte di Confconsumatori

I numeri, anche in Maremma, parlano chiaro. I piccoli risparmiatori truffati dalle banche sono centinaia: 160 per il caso Banca Etruria, 37 nella truffa dei diamanti, 26 per le subordinate Mps, 13 per le banche venete e 18 per il caso del Fondo Obelisco. Come evitare che casi simili si ripetano in futuro?

Ecco le proposte di Confconsumatori, associazione che si occupa di risparmio tradito da almeno vent’anni, sin dal crack Argentina del 2000, e che da sempre è promotrice di importanti richieste a Governo e Parlamento, rimaste sempre disattese e non esaminate, per evitare che il risparmio degli italiani resti alla mercè di truffatori più o meno organizzati e di condotte quantomeno superficiali delle banche.

«Non vogliamo limitarci alle azioni giudiziarie per la tutela dei risparmiatori. Sin dallo scorso anno – fanno sapere dall’associazione –. Confconsumatori ha chiesto al Governo e al presidente del Consiglio dei ministri un incontro, non solo al fine di far emergere ciò che non ha funzionato nei controlli, ma anche per ricalibrare il sistema affinchè non avvengano casi come le subordinate delle 4 banche, le subordinate estere Mps, le azioni delle Banche venete, la vendita di diamanti e non solo: ad oggi, infatti, sono ancora aperte situazione critiche anche con Banca Popolare di Bari e Banca Popolare di Ragusa, che coinvolgono decine di migliaia di piccoli risparmiatori azionisti. In sostanza, senza limitarsi agli indennizzi statali che sono oggetto di grande discussione politica attuale e per i quali abbiamo offerto da mesi la nostra disponibilità a collaborare con un supporto tecnico avendo maturato esperienza ventennale, chiediamo di uscire dalla spirale di sfiducia nei confronti delle banche, nell’interesse non solo dei risparmiatori ma anche delle stesse banche».

Basti pensare che solo pochi giorni fa Confconsumatori ha presentato un esposto all’Antitrust per l’omessa applicazione a tutto il sistema bancario della direttiva Mifid 2, che regola i servizi finanziari europei e promuove una maggiore tutela contro gli investimenti considerati rischiosi. E non solo. Da tempo Confconsumatori chiede alla politica di fare scelte importanti a difesa del risparmio. Richieste e proposte sempre attuali.

«Chiediamo – spiegano dall’associazioneautorità di controllo più tempestive e rigorose nell’accertamento e nell’intervento sulle gestioni anomale delle banche, l’istituzione di una Procura speciale per i reati finanziari, analoga alla Procura nazionale antimafia e sanzioni penali e risarcitorie chiare e rapide per i dirigenti, i professionisti e i “controllori” che contribuiscono ai crack e sia alla perdita dei risparmi delle famiglie con modalità di vendita non appropriate, scorrette o non trasparenti. Le sanzioni devono comprendere l’inibizione all’esercizio della precedente professione, una volta scontata la pena.

Inoltre vogliamo prospetti informativi comprensibili, che includano una graduatoria (da 1 a 10; il cosiddetto semaforo del rischio o altro) della rischiosità dei titoli. Dev’essere poi applicata la legge 190/2014 per consentire al debitore (impresa o famiglia-consumatore) di sospendere la corresponsione della sorte capitale del debito per tre anni: in questo modo il cliente disporrà automaticamente di maggiore liquidità e potrà evitare fallimenti o esecuzioni. È importante anche la rinegoziazione dei debiti: le banche divenute illiquide devono essere poste nella condizione di azzerare o ridurre i valori di obbligazioni o azioni (convertibili o subordinate) solo in presenza di contraddittorio nel momento della valutazione dei bilanci.

La rinegoziazione dei debiti eviterà il contenzioso e salverà il cliente, azionisti compresi. Un’ipotesi di rinegoziazione potrebbe essere la cessione per 20 anni di obbligazioni pari all’importo del debito maturato, con interessi al tasso legale, garantiti dal Fondo interbancario: in tal modo si rifinanzierebbero le banche, con un giusto e lungo respiro, utile a recuperare redditività, a ridare credibilità al sistema creditizio e fiducia ai cittadini».

Un ruolo cruciale è destinato anche alle associazioni dei consumatori: «Chiediamo che ci venga attribuito il compito di profilazione, con un modello predefinito e concordato, sulla base della realtà storica del cittadino e non in base al prodotto proposto per l’acquisto. Importante è anche l’educazione finanziaria rivolta ai cittadini: così com’è richiesta la patente per guidare un’auto, allo stesso modo un risparmiatore deve essere formato e abilitato a compiere l’acquisto di un determinato prodotto finanziario. In caso contrario lo “schianto” è assicurato. E ancora: la proprietà di Bankitalia non deve più essere delle banche, ma deve essere del ministero dell’economia, perché il controllore non può essere di proprietà dei controllati. Occorre infine la separazione fra le banche commerciali normali e le banche d’affari, di investimenti, per evitare che il fallimento dell’intermediario d’affari possa comportare anche il fallimento della banca tradizionale: in questo modo si impedisce di fatto che l’economia reale sia direttamente esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari. È una norma di civiltà: i correntisti non possono pagare le avventure finanziarie della banca».

Un ruolo attivo, in ogni caso, è riservato ai risparmiatori: «L’educazione finanziaria è indispensabile per essere i primi difensori dei propri diritti».

Nella foto (da sinistra): Marco Migliorati (vicepresidente di Confconsumatori Toscana), Nuccia Lisi (del direttivo nazionale di Confconsumatori), Mara Colla (presidente nazionale di Confconsumatori), Marco Festelli (presidente di Confconsumatori Toscana e vicepresidente nazionale di Confconsumatori), Fabrizio Rizzi (regista del docufilm “Il buio oltre il risparmio”)

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