Pubblicato il: 12 Luglio 2019 alle 11:07

Cultura & Spettacoli

“Serate di Nomadelfia”, al via la tournée estiva: il programma degli spettacoli

Le "Serate di Nomadelfia" sono un modo originale e coinvolgente con cui Nomadelfia si fa conoscere attraverso danze

Le “Serate di Nomadelfia” sono un modo originale e coinvolgente con cui Nomadelfia si fa conoscere attraverso danze eseguite dai suoi giovani, brevissimi video e folgoranti interventi sullo stile della commedia dell’arte, che ne fanno un evento artistico e un messaggio di vita appassionante, che continua a coinvolgere ed emozionare.

“Ma è soprattutto il clima di amicizia e il sogno di un mondo più libero, giusto e fraterno che alberga nel cuore di ogni uomo a conferire alle serate un fascino che a distanza di 50 anni non si è appannato e che continua, dopo oltre mille repliche, a riempire le piazze – si legge in un comunicato della comunità di Nomadelfia -. E’ una testimonianza vivente che occhi attenti sanno riconoscere in tutti i loro gesti anche quando allestiscono gli impianti, e quando, al termine dello spettacolo, in circa un’ora, lavorando insieme, smontano, caricano tutto sui camion, puliscono la piazza“.

“Nomadelfia (che significa dal greco ‘legge di fraternità’) è una realtà comunitaria nota in Italia e all’estero per le sue finalità religiose e umanitarie – continua la nota -. E’ composta da 350 persone, una sessantina di famiglie che lavorano e vivono insieme nella totale comunione dei beni, secondo lo stile delle prime comunità cristiane, e che nel corso degli anni hanno accolto in affido come figli, alla pari dei propri, più di 5.000 (cinquemila) ragazzi in difficoltà. E’ costituita da cattolici e il suo statuto è stato approvato sia dallo Stato che dalla Chiesa. La sua esperienza si basa sul Vangelo vissuto anche socialmente da un popolo intero, che sebbene sia fortissimamente caratterizzata sul piano delle fede, perché la si vuole vivere in ogni aspetto della vita, comprende un nucleo di valori universalmente condivisibili, quali la fraternità umana, la solidarietà, la giustizia sociale, la pace, la responsabilità personale e comunitaria“.

Durante il periodo estivo da ormai 50 anni, sull’esempio del loro fondatore don Zeno Saltini (1900-1981), i Nomadelfi (così si chiamano gli abitanti di questo singolare paese) portano nelle piazze d’Italia e anche all’estero uno spettacolo-proposta denominato “Serate di Nomadelfia”, entusiasmante dal punto di vista artistico, ma ancor di più valido, attuale e affascinante per i contenuti cristiani, umani, culturali e sociali che diffonde.

L’ingresso è libero e gratuito per permettere a tutti indistintamente di partecipare.

Il gruppo è costituito da 130 persone, genitori e figli, che si muovono con i mezzi necessari per il trasporto delle persone e delle attrezzature (5 autoarticolati, 3 pullman, furgoni e alcune automobili). La tournée di solito inizia in luglio e termina a fine agosto, secondo un calendario prefissato. “Serate” fuori programma vengono richieste nei carceri, nelle case di riposo, negli ospedali psichiatrici.

I Nomadelfi fissano il loro alloggio in una località presso qualche scuola o istituto loro concesso, adattandosi con spirito di povertà e francescana essenzialità, e presentano le “Serate” nei dintorni. Poi si spostano in un’altra zona. Qualche volta sono invitati nelle famiglie, altre volte è la gente che va a conoscerli dove alloggiano.

Nelle “Serate” c’è lavoro per tutti. Per il montaggio degli impianti i Nomadelfi sono divisi in piccole squadre, ognuna con proprie mansioni: pubblicità, pubbliche relazioni, addetti al palco, all’impianto sonoro ed elettrico, alle sedie, ai costumi, alla distribuzione delle pubblicazioni di Nomadelfia a fine serata, alle riprese cinematografiche, alla pulizia della piazza.

Al mattino presto gli adulti con l’aiuto dei figli più grandi, in età idonea, predispongono e allestiscono nella piazza le varie strutture.

Alla sera, sotto il gioco magico dei riflettori, si alternano sul palco un centinaio circa fra bambini, adolescenti e giovani, in una serie di danze popolari di vari paesi (danza greca, tarantella, danza gitana, danza irlandese, danza messicana, danza western, danza pellerossa, danza russa) e di coinvolgenti scherzi e figurazioni acrobatiche.

Tutto ciò – unito ad una serie di invenzioni, di lanci di immagini e di gag dei giovani stessi che sullo stile della commedia dell’arte portano gli spettatori alla scoperta di una sorta di “mondo al contrario”, ma concretissimo fondato sulla fraternità – lascia negli spettatori una viva impressione e una traccia profonda di bene, che dura nel tempo e si concretizza spesso in un rinnovato impegno umano, culturale, civile e religioso, in una nuova assunzione di responsabilità che sfocia in iniziative di solidarietà e volontariato.

Quest’anno la loro tournée si svolgerà principalmente in Emilia-Romagna e la carovana dei Nomadelfi toccherà Marina di Grosseto (16 luglio), Viserba (22 luglio), San Patrignano (riservato ai ragazzi ospiti della struttura, 25 luglio), Longiano (28 luglio), Pesaro (30-31 luglio), Riccione (2 agosto), Fano (5-6 agosto), Cesenatico (8 agosto), Rimini – Rivabella (11 agosto), Rimini – Rivazzurra (13 agosto), Sarsina (18 agosto), Santarcangelo di Romagna (20 agosto).

Le “Serate” si rivolgono indistintamente a tutte le componenti della popolazione dai giovani alle famiglie, a credenti e non credenti, e sono una manifestazione unica nel suo genere. Attraverso le “Serate”, preparate in collaborazione da genitori e figli in lunghi mesi di prove, Nomadelfia vuole portare ovunque nel mondo il messaggio che la fraternità è possibile, che sola può cambiare il volto dell’umanità e restituirle la speranza.

Cosa portiamo? – diceva il fondatore don Zeno – Portiamo la nostra vita. Sono uomini a presentarsi, non belle idee. Nomadelfia è un popolo fraterno anche se piccolo e può darsi che la sua testimonianza riesca a muovere molti, perché oggi più che mai occorre un movimento di popolo che realizzi la fraternità per trasformare il mondo”.

San Giovanni Paolo II, che li incontrò in una memorabile Serata rappresentata per lui a Castelgandolfo il 12 agosto 1980 e andò poi a trovarli a Grosseto il 21 maggio 1989, definì questi spettacoli “singolari itinerari apostolici destinati a portare frutto”.

E recentemente, nella visita a Nomadelfia del 10 maggio 2018, Papa Francesco ha portato il suo incoraggiamento a continuare a portare un messaggio di gioia e speranza: “Di fronte a un mondo che talvolta è ostile agli ideali predicati da Cristo, non esitate a rispondere con la testimonianza gioiosa e serena della vostra vita, ispirata al Vangelo”.

Uno spettacolo-proposta che ai giovani protagonisti richiede sacrificio, impegno e nello stesso tempo di dare spazio all’inventiva e alla creatività. Un’avventura entusiasmante, la cui suggestione si comunica allo spettatore, lasciando in tutti gioia, emozione, stupore e la consapevolezza che ciascuno di noi è chiamato a fare della propria vita qualcosa di grande

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