Muramonamour dedica una serata al regista massetano Umberto Lenzi

Domenica 18 settembre, Muramonamour prosegue con un appuntamento speciale realizzato insieme all’esperto di cinema Mirko Guerrieri. A partire dalle 21.15, è in programma una serata tutta dedicata al regista Umberto Lenzi: “L’avventurosa storia di Umberto Lenzi regista”.

Uno degli ultimi grandi maestri del cinema popolare italiano, nonché uno dei registi cult più amati da Quentin Tarantino. Classe 1931, originario di Massa Marittima, dal suo primo cortometraggio del 1956 al suo ultimo film del 1992, ha girato una sessantina di lavori, attraversando tutti i generi cinematografici, dai primi film salgariani ai film di guerra con produzioni e cast hollywoodiani, dal western fino al giallo sexy, con un trittico di pellicole ispirate a Clouzot e Hitchcock, che poi muterà nel thriller degli anni ’70 sul filone rilanciato da Dario Argento.

Negli anni ’70 la consacrazione definitiva, con alcune delle pellicole più famose del poliziesco all’italiana, il famoso “poliziottesco”: “Milano odia”, “Roma a mano armata”, “Il cinico, l’infame, il violento”, “La banda del Gobbo” e “Napoli violenta” sono le pellicole che lanciano i due attori feticcio Maurizio Merli e Tomas Milian, con cui Lenzi instaura un legame fraterno creando il personaggio del Monnezza.

In questi anni Lenzi è stato studiato, omaggiato e citato da registi come Joe Dante, i fratelli Cohen, Guy Ritchie, Tarantino e non ultimo Eli Roth, che proprio l’anno scorso ha omaggiato il cinema cannibalico di Lenzi in “The Green Inferno”.

Il programma

La serata inizia alle 21.15, con la presentazione della prima biografia del regista massetano “Una vita per il cinema”, scritta a quattro mani da Silvia Trovato e Tiziano Arrigoni e uscita poco prima dell’estate per la casa editrice “La Bancarella”. Il libro ripercorre la storia di vita del regista, dalla giovinezza nella Massa Marittima libertaria, al Centro sperimentale di cinematografia, al cinema di genere che lo ha portato a sperimentare linguaggi, idee e storie. Questo libro non si concentra solo sulla filmografia, ma racconta interamente la vita del regista attraverso la testimonianza diretta che Umberto Lenzi ha rilasciato ai due autori, che dalle sue parole hanno ricostruito incontri, percorsi, genesi dei film, avventure, dettagli e curiosità umane. Qui è possibile trovare la storia di Umberto Lenzi a Massa Marittima con il suo sperimentale circolo cinematografico, attività condivisa con Luciano Bianciardi, la passione libertaria del regista per la guerra civile spagnola “unica rivoluzione sociale del XX secolo“. Nel racconto di una vita dedicata al cinema ci saranno anche ritratti di importanti attrici, come Carroll Baker nei suoi gialli erotici, come l’esilarante e aspra comicità del grande Tomas Milian nei polizieschi; poi i film di guerra, i cannibalici, l’horror, il romanzo giallo. Una vita dedicata all’arte, alla macchina da presa, al desiderio di creare storie per immagini.

A coordinare la presentazione il critico cinematografico Marco Giusti, autore di numerosi libri sul cinema, nonché ideatore del programma televisivo “Stracult”.

Seguirà, alle 22, la proiezione del cult “Milano odia, la polizia non può sparare” (1974), il miglior noir italiano e uno dei film più cinici e violenti del nostro cinema, con un Lenzi in stato di grazia che non sbaglia nemmeno un’inquadratura e che conferisce al film un ritmo forsennato. Inedito per anni e vietato dalle programmazioni televisive (che solo ultimamente hanno concesso la visione di una copia censurata) proprio per il suo spietato iperrealismo.

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