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Torna “Cassero in Danza”: Grosseto si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto

Ecco il programma della manifestazione

Grosseto riparte con danza, grazie alla terza attesissima edizione di “Cassero in Danza“, l’evento organizzato dal Consorzio coreografi danza d’autore, con il patrocinio e la collaborazione di Comune di Grosseto, Teatri di Grosseto, Istituzione Le Mura, Liceo coreutico – Polo “Luciano Bianciardi”, e sostenuto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Firenze attraverso il bando Nuovi Pubblici.

Dal 9 al 12 settembre, la città capoluogo della Maremma si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, dove sarà protagonista la grande danza contemporanea di alcune tra le più accreditate compagnie d’Europa, pronte a andare in scena sotto le stelle, nella magica atmosfera dell’area spettacoli del Cassero senese di Grosseto.

“La danza, l’arte e il talento sono ancora una volta gli ingredienti di una manifestazione che offre visibilità e prestigio alla città e al suo simbolo per eccellenza, ovvero le Mura medicee – dichiara il vicesindaco e assessore alla cultura, Luca Agresti -. ‘Cassero in Danza’ è questo e molto di più. È impegno e dedizione, è richiamo per appassionati e per chi desidera avvicinarsi a un mondo ricco di suggestione e fascino, in un periodo che vede il rientro in città e la ripresa delle attività. Per questo siamo lieti di aver accolto per tre edizioni questo festival che, siamo certi, ha donato una nota diversa al ricco calendario di appuntamenti e la possibilità di far conoscere Grosseto anche ad una platea nuova di amanti della danza contemporanea internazionale“.

“Accogliamo con gioia questa terza edizione di ‘Cassero in Danza’, che si articolerà in 4 giorni di performance ove saranno presenti importanti artisti nazionali ed internazionali della danza contemporanea – commenta Alessandro Capitani, presidente dell’Istituzione Le Mura -. È anche tramite queste manifestazioni che il mondo della cultura e della danza in particolare vuole reagire a questa pandemia mondiale dando un segno di ripresa e l’Istituzione Le Mura, oltre ad ospitare la kermesse in programma è sempre più orgogliosa di fare parte di questo consueto evento come segno di un percorso di crescita comune per la nostra città”.

“La collaborazione dell’Istituto con il Consorzio coreografi danza d’autore risulta particolarmente preziosa sia per permettere alle allieve del Liceo coreutico attraverso la partecipazione al laboratorio coreografico di fare un’esperienza significativa in un contesto altamente professionale sia per far conoscere alla cittadinanza questo indirizzo di studi, purtroppo ancora misconosciuto ai più“, dichiara Daniela Giovannini, dirigente scolastica del del Polo “Luciano Bianciardi”.

La danza rinasce come la Fenice dalle macerie prodotte dal lockdown, perché è vita, è movimento in avanti che non si ferma mai. Come artisti, siamo consapevoli che nulla è perduto se possiamo ancora danzare, liberarci del peso delle paure, della gravità del dolore, per andare verso una nuova e ritrovata libertà che mai come in questo tempo imperfetto coincide con la nostra capacità di non essere isole, ma di essere arcipelaghi. L’edizione 2020 di ‘Cassero in Danza’ intende celebrare la rinascita della nostra civiltà attraverso la danza ed essere un grido collettivo di speranza verso il futuro incerto che ci attende“, spiega Marcello Valassina, direttore artistico del festival.

Programma

Si comincia mercoledì 9 settembre con “Arcipelago” del Balletto Teatro di Torino. Lo spettacolo nasce da un video realizzato dalla compagnia durante il lockdown, che racconta di un arcipelago di isole distanti, irregolari e diverse per natura ma assolutamente affini e unite dallo stesso mare. Arcipelago è dunque una metafora, vuol dire discussione, comunione di corpi, protesta silenziosa, poetica e collettiva.

Giovedì 10 settembre va in scena “50MIN in 50MQ” di E.sperimenti Dance Company. Anche in questo caso, insieme alla coreografa Federica Galimberti, la compagnia indaga la condizione degli artisti fermi a causa della pandemia. L’artista in questo caso, è dentro ciascuno di noi, stretto in 50MQ, travalica le pareti, corre da stanza a stanza e disegna un invisibile filo immaginario che continua ad unire tanti corpi, menti, linguaggi ed emozioni in cui l’arte non ha barriere, né costrizioni, né confini ed è capace di aprire tutte le porte, diventando ponte per arrivare finalmente live, in scena.

Venerdì 11 settembre è previsto un doppio appuntamento con “L’acqua che tocchi” della Compagnia Res Extensa e a seguire “Ludwig B.” di ProART Company. “L’acqua che tocchi”, firmato da Elisa Barucchieri, è un delicato viaggio nella bellezza della carezza, del tempo che sfugge, dell’emozione che vorremmo fermare per sempre e che non dura mai abbastanza. Un omaggio alla passione di Leonardo per la vita, all’intensa curiosità per bellezza e mistero, che, come l’acqua, deve fluire sempre. La coreografia “Ludwig B.” della ProART Company invece è ispirata alla lettera scritta da Beethoven nel 1812 a un destinatario sconosciuto. Lavora con diverse composizioni e approcci di movimento, rompendo elementi della danza classica in forme contemporanee e postmoderne. Il risultato è un emozionante duetto da non perdere.

Gran finale sabato 12 settembre con la Compagnia Adarte, che apre la serata con “Revolution”, segue “Tempo omperfetto” della Compagnia Francesca Selva. “Revolution” è parte di un percorso che la coreografa Francesca Lettieri porta avanti ormai da tempo intorno al tema dell’improvvisazione voce-corpo-musica, un viaggio attraverso la capacità del suono di “sconvolgere” il gesto danzato spingendo il corpo attraverso un territorio sconosciuto e non rassicurante. “Tempo imperfetto” della Compagnia Francesca Selva invece è nato dalla necessità di reagire allo stop imposto al settore dello spettacolo dall’emergenza Covid-19. Chiudersi tra quattro mura, senza possibilità di studiare e di allenarsi per oltre tre mesi è stata per i danzatori un’esperienza devastante, come togliere la voce ad un cantante o ad un attore, rendendo tutto incerto e estremamente fragile. Frutto di una residenza artistica realizzata in remoto e di un creazione collettiva nata da un’idea di Marcello Valassina con Silvia Bastianelli, Maria Vittoria Feltre, Luciano Nuzzolese e Luca Zanni con la supervisione coreografica di Francesca Selva, lo spettacolo è riuscito a far parlare il corpo del danzatore protagonista dell’assolo.

La chicca del festival quest’anno è rappresentata dalla performance “9 minuti“, un esperimento risultato del laboratorio coreografico a cura di Nicoletta Cabassi, Mauro Paccariè e Francesca Selva, a cui hanno partecipato 11 allieve del Liceo coreutico del Polo “Luciano Bianciardi” di Grosseto e 4 giovani danzatrici provenienti da altre città. Il primo atto di “Cantiere Cassero in Danza” tra gli obiettivi fissati dalla residenza artistica “Codice Danza 58100”.

Tutti gli spettacoli sono alle 21.15.

Prenotazione consigliata all’indirizzo e-mail boxofficedanza@gmail.com. Nel rispetto delle disposizioni anti Covid è obbligatorio indossare la mascherina. I posti a sedere saranno distanziati.

Ingresso: intero 10 euro, ridotto 5 euro (over 65, studenti, partecipanti laboratori)

“Cassero in Danza” è un progetto ideato e diretto da Marcello Valassina – Consorzio coreografi danza d’autore e realizzato con il patrocinio e la preziosa collaborazione del Comune di Grosseto, Teatri di Grosseto e Istituzione Le Mura.

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